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Borghi da visitare nel Lazio nel mese di Marzo: storia, tradizione e gastronomia da provare

Il Lazio, cuore pulsante d’Italia, custodisce tra le sue pieghe alcuni dei borghi più affascinanti del paese, ricchi di storia, tradizioni e prelibatezze culinarie. Marzo, con i suoi primi aliti di primavera, è il momento perfetto per esplorarli. Ecco sei gioielli da non perdere.

1. Civita di Bagnoregio

Soprannominato “la città che muore” per l’erosione che ne minaccia l’esistenza, Civita di Bagnoregio è un’esperienza unica. Questo antico borgo, accessibile solo attraverso un ponte pedonale, sembra sospeso nel tempo e nello spazio. Le sue vie strette, le case in tufo e la vista mozzafiato sulla Valle dei Calanchi offrono scenari da cartolina. La gastronomia locale, con piatti a base di prodotti del territorio come l’olio extravergine di oliva e i formaggi pecorini, arricchisce l’esperienza, rendendola indimenticabile.

2. Calcata – L’Arte Incontra la Natura

Calcata, con le sue case arroccate su un promontorio di tufo, è un borgo unico nel suo genere. Famoso per essere diventato rifugio di artisti e creativi dagli anni ’70, il borgo mantiene un’atmosfera bohémien che incanta i visitatori. Passeggiando tra le sue stradine, si scoprono gallerie d’arte, botteghe artigiane e caffè dall’atmosfera magica. La cucina locale, che spazia dai piatti a base di funghi porcini ai dolci artigianali, è un viaggio sensoriale da non perdere.

(Foto via tripadvisor)

3. Sermoneta – Medioevo vivo

Sermoneta, con il suo imponente Castello Caetani, è una pagina di storia medievale che prende vita. Le mura, le torri e le chiese raccontano secoli di storia, mentre i vicoli del borgo invitano a lente passeggiate tra scorci suggestivi e panorami sulla pianura pontina. La tradizione gastronomica è radicata nei piatti a base di olive Itrana, come l’oliva all’ascolana, e nei vini locali, testimoni della ricchezza agricola del territorio.

4. Anagni – La Città dei Papi

Conosciuta come la “Città dei Papi”, Anagni offre un tuffo nell’epoca medievale e nel Rinascimento. Il suo centro storico, perfettamente conservato, ospita il Palazzo Papale, teatro di importanti eventi storici. Le chiese romaniche, con affreschi e cripte, sono gioielli da esplorare. La gastronomia di Anagni, con i suoi piatti ricchi di sapori locali come la “mbresciana”, un pane condito con peperoncino, offre un’esperienza gustativa profondamente legata alla storia del territorio.

5. Castel Gandolfo – Il fascino papale

(foto via Tripadvisor)

Situato sulle rive del Lago Albano, Castel Gandolfo è noto per essere la residenza estiva dei Papi. Il borgo offre viste incantevoli sul lago e passeggiate nei giardini del Palazzo Apostolico. Il centro storico, con le sue boutique, gelaterie artigianali e ristorantini, è l’ideale per una giornata di relax. La cucina locale, che spazia dal pesce di lago ai piatti a base di verdure dell’Agro Romano, è un delizioso pretesto per scoprire le ricette tradizionali rivisitate in chiave moderna.

6. Subiaco – Tra spiritualità e natura

Famoso per i suoi monasteri benedettini, tra cui Santa Scolastica e San Benedetto, Subiaco è un luogo dove spiritualità e natura si fondono armoniosamente. Il borgo, immerso nelle montagne della Valle dell’Aniene, offre percorsi trekking e scorci panoramici mozzafiato. La gastronomia sublacense, con piatti come i “strozzapreti” al tartufo e i formaggi di pecora locali, è un tributo alla terra e alle sue risorse.

Cosa Mangiare in un Tour tra i Borghi nel Lazio

Un viaggio tra i borghi del Lazio non sarebbe completo senza un’immersione nelle sue tradizioni culinarie, ricche di sapori autentici e ricette tramandate. Ecco una selezione di piatti tipici da non perdere:

  • Pasta alla Gricia: preparata con guanciale, pepe, pecorino romano e pasta di grano duro, è l’antenata dell’amatriciana, senza pomodoro. Un piatto semplice ma ricco di gusto, tipico della cucina romana.
  • Acquacotta: semplice zuppa della tradizione contadina, arricchita con ciò che offre la terra: verdure, erbe aromatiche e, a volte, uova. Ogni borgo ha la sua variante.
  • Porchetta di Ariccia IGP: famosa in tutto il mondo, la porchetta di Ariccia è un must per gli amanti della carne. Cotta al forno con erbe aromatiche, offre un gusto unico e inconfondibile.
  • Ciambelle al vino: dolci croccanti e leggeri, perfetti da inzuppare nel vino. Queste ciambelle sono una tradizione nelle feste di paese e nei mercati locali.
  • Olive di Gaeta: saporite e carnose, le olive di Gaeta si gustano sia come antipasto che come ingrediente in insalate o piatti a base di pesce.
  • Abbacchio alla scottadito: agnello cucinato secondo tradizione, servito ben caldo e talmente tenero da potersi “scottare le dita” mentre si mangia.
  • Filetti di baccalà: spesso accompagnati da verdure o fritti in pastella croccante, i filetti di baccalà sono un classico della cucina laziale, particolarmente amati durante le feste.

Ogni borgo offre la possibilità di scoprire angoli di gastronomia tradizionale, dove i piatti raccontano la storia e le tradizioni del territorio. La ricchezza culinaria del Lazio si manifesta attraverso l’utilizzo di ingredienti semplici ma di alta qualità, trasformati in piatti che riscaldano il cuore e deliziano il palato. Assaggiare queste specialità significa intraprendere un viaggio sensoriale che completa l’esplorazione dei borghi, rendendo l’esperienza ancora più ricca e memorabile.

"Viaggiare è la nostra passione, incontrare nuova gente" ecco, noi siamo questi: per noi viaggiare significa crescere, apprendere, conoscere e sopratutto far capire ai nostri bambini che il mondo è un posto meraviglioso capace di sorprendere con le sue diversità e i suoi mille colori da scoprire e capire. Siamo una famiglia come tante che crede che il viaggio possa essere uno strumento per condividere pensieri ed emozioni.