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Borghi in Umbria e curiosità: 6 luoghi da visitare per rimanere a bocca aperta

L’Umbria, conosciuta come il “cuore verde d’Italia”, è una regione ricca di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. I suoi borghi, veri gioielli costruiti tra le colline, nascondono curiosità e segreti che stupiscono e affascinano. Ecco sei curiosità sui borghi umbri che potrebbero sorprenderti:

Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto

Questo pozzo, capolavoro di ingegneria rinascimentale, fu costruito su ordine del Papa Clemente VII nel XVI secolo per garantire l’approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. La sua struttura è unica: una doppia elica di scale consente di scendere e risalire senza mai incrociarsi, un’invenzione incredibilmente avanzata per l’epoca.

Il Bosco Sacro di Bomarzo

Anche conosciuto come “Parco dei Mostri“, questo giardino si trova vicino al borgo di Bomarzo. Creato nel XVI secolo, ospita sculture di pietra raffiguranti mostri, dèi e animali mitologici. L’intento originale era di stupire il visitatore con visioni inaspettate e simbolismi esoterici, creando un’atmosfera unica ed enigmatica.

Spello e l’Infiorata

Spello è rinomato per la sua “Infiorata“, un evento che si tiene ogni anno nel giorno del Corpus Domini. Le strade del borgo vengono decorate con opere d’arte temporanee, create utilizzando petali di fiori.
Questa tradizione celebra la bellezza della natura e la creatività degli abitanti, trasformando il borgo in una tela vivente confermando il profondo legame del luogo con la religione cattolica.

Gubbio e la corsa dei ceri

Questo antico borgo in Umbria è famoso per la “Corsa dei Ceri“, un evento che si svolge ogni anno il 15 maggio in onore di Sant’Ubaldo.
La peculiarità di questa festa è la corsa di tre squadre, ognuna delle quali trasporta un “Cero” (un’enorme struttura di legno sovrastata da una statua del santo protettore) lungo le ripide vie del borgo.
Questa tradizione, ricca di fervore e passione, affonda le sue radici dal lontano 1160 e continua a essere un momento di forte coesione comunitaria che attira migliaia di turisti da tutto il mondo ogni anno.

La Scarzuola di Montegiove

La Scarzuola di Montegiove è un luogo affascinante e misterioso situato in Umbria, vicino al piccolo borgo di Montegabbione. Fondato nel 1218 da San Francesco d’Assisi, che qui costruì una capanna e una chiesetta con l’aiuto degli abitanti del luogo, La Scarzuola divenne in seguito un convento francescano. Tuttavia, è per un altro motivo che questo sito attira visitatori da tutto il mondo: il “Teatro della Scarzuola“, un complesso architettonico surreale creato nel XX secolo dall’architetto milanese Tomaso Buzzi.

Buzzi acquistò il convento nel 1956 e iniziò a lavorare alla creazione di una “città ideale” che riflettesse la sua visione dell’utopia e dell’esoterismo, ispirandosi a concetti ermetici e alla filosofia. Il risultato è un insieme di edifici, teatri, giardini e strutture labirintiche che sembrano uscire da un sogno, pieni di simbolismi, allegorie e riferimenti all’arte, alla filosofia e alla storia.

Trevi e l’olivo più antico d’Italia

L’olivo più antico d’Italia, situato a Trevi, in Umbria, rappresenta un vero e proprio monumento vivente della natura. Questo olivo millenario, conosciuto anche come “Olivo di Sant’Emiliano“, è avvolto da leggende e storie folcloristiche, simbolo della profonda connessione tra l’uomo e la terra.

Trevi, inserita nella prestigiosa lista dei “Borghi più belli d’Italia“, è famosa per la sua produzione di olio extra vergine di oliva di alta qualità, e l’olivo di Sant’Emiliano ne è l’emblema. Secondo le stime, l’albero ha oltre 1700 anni, rendendolo non solo l’olivo più antico d’Italia ma uno tra i più antichi al mondo ancora in grado di produrre frutti.

"Viaggiare è la nostra passione, incontrare nuova gente" ecco, noi siamo questi: per noi viaggiare significa crescere, apprendere, conoscere e sopratutto far capire ai nostri bambini che il mondo è un posto meraviglioso capace di sorprendere con le sue diversità e i suoi mille colori da scoprire e capire. Siamo una famiglia come tante che crede che il viaggio possa essere uno strumento per condividere pensieri ed emozioni.