Calà del Sasso: oltre 4000 scalini immersi nella natura

Una scala di pietra che sembra non finire mai, un bosco fitto, una storia lunga secoli e una sfida da raccontare una volta tornati a casa. In Veneto esiste un’escursione decisamente fuori dal comune: la Calà del Sasso, con i suoi incredibili 4.444 gradini.

Se in famiglia amate le passeggiate che hanno qualcosa di speciale, questa potrebbe finire direttamente nella lista delle prossime avventure.

Non aspettatevi però la classica gita tranquilla della domenica. Qui si sale davvero, gradino dopo gradino, fino all’Altopiano di Asiago. Ed è proprio questo il bello: trasformare una giornata nella natura in una piccola impresa di famiglia.

Dove si trova la scala dei 4.444 gradini

La Calà del Sasso si trova in Veneto, nella Valbrenta, tra il territorio di Valstagna e la località di Sasso di Asiago.

Il percorso attraversa la Val Frenzela e permette di passare da circa 200 metri di altitudine a quasi 1.000 metri.

Ma la particolarità non è soltanto il dislivello.

A rendere questo sentiero unico sono proprio loro: 4.444 gradini in pietra immersi nel bosco.

Una cifra che, soprattutto se viaggiate con ragazzi e adolescenti, può diventare immediatamente una sfida:

“Secondo voi riusciremo ad arrivare fino al gradino numero 4.444?”

Non è solo una scala: è un pezzo di storia

Una delle cose più affascinanti della Calà del Sasso è che mentre si cammina si percorre una strada utilizzata secoli fa per trasportare il legname.

La scalinata venne realizzata tra il Medioevo e l’inizio dell’età moderna per collegare più facilmente l’Altopiano di Asiago alla valle.

Accanto ai gradini si può ancora osservare una particolare canaletta in pietra.

Non era stata costruita per far scorrere l’acqua: serviva per far scendere i tronchi tagliati sull’altopiano.

Da valle il legname poteva poi proseguire lungo il Brenta verso le città della pianura e arrivare fino a Venezia.

Provate a raccontarlo ai bambini mentre camminate.

Immaginare uomini che secoli fa percorrevano quella stessa strada accompagnando enormi tronchi rende l’escursione molto più interessante di una semplice salita nel bosco.

La vera sfida? Arrivare fino in cima

I numeri della Calà del Sasso sono importanti: il percorso completo, considerando andata e ritorno, è di circa 9 chilometri, con circa 750 metri di dislivello.

La salita richiede indicativamente un paio d’ore, mentre per tornare a valle bisogna mettere in conto almeno un’altra ora, alla quale naturalmente vanno aggiunte soste, fotografie e pause.

Con i ragazzi potrebbe essere divertente non concentrarsi soltanto sulla meta, ma trasformare il percorso in una challenge.

Potete, per esempio:

  • scegliere chi individua per primo la canaletta utilizzata per i tronchi;
  • provare a indovinare quanto manca alla cima;
  • cercare i segni lasciati dal tempo sulle pietre;
  • organizzare una pausa ogni 500 o 1.000 gradini;
  • eleggere a fine giornata il “campione ufficiale dei 4.444 scalini”.

Perché quando una salita diventa un gioco, anche la fatica cambia faccia.

È un’escursione adatta ai bambini?

Qui è importante essere chiari: non è una passeggiata adatta indistintamente a tutte le famiglie.

Il percorso è considerato di difficoltà escursionistica medio-impegnativa e la salita è continua. I tantissimi gradini possono affaticare parecchio gambe e ginocchia, soprattutto durante la discesa.

Per questo la vediamo più come un’esperienza da proporre a ragazzi abituati a camminare e famiglie con un minimo di allenamento, piuttosto che come una prima escursione da affrontare con bambini molto piccoli.

Meglio inoltre evitare la filosofia del “dobbiamo arrivare per forza”.

Con i figli una giornata nella natura funziona molto meglio quando l’obiettivo è vivere l’esperienza insieme, non stabilire un record.

Attenzione soprattutto alle scarpe

C’è un altro aspetto da non sottovalutare.

I gradini sono in pietra e il percorso attraversa una zona molto ombreggiata. In alcuni punti il fondo può quindi essere umido e diventare scivoloso, soprattutto durante la discesa.

Le scarpe giuste fanno davvero la differenza.

Servono scarpe da trekking o calzature con una buona suola scolpita. Da evitare, invece, scarpe con suola liscia.

Nello zaino non dovrebbero mancare acqua, qualche snack, una felpa o giacca leggera e naturalmente tutto ciò che serve normalmente per una giornata di trekking.

Lungo la prima parte del percorso si incontra una fontana, ma è comunque meglio partire già organizzati.

E quando finalmente finiscono i gradini?

Dopo tutta quella salita arriva probabilmente uno dei momenti più soddisfacenti della giornata.

Uscendo dal bosco si raggiunge la zona di Sasso di Asiago, dove il paesaggio cambia e si apre verso l’altopiano.

Nei pressi dell’arrivo ci sono anche tavoli da picnic: un dettaglio che dopo 4.444 gradini potrebbe improvvisamente sembrarvi la cosa più bella del mondo.

Da qui si può scegliere di tornare indietro percorrendo nuovamente la scalinata oppure valutare un itinerario alternativo ad anello lungo il sentiero 778B.

Con bambini e ragazzi, però, la scelta va sempre fatta considerando energie, condizioni del terreno e abitudine della famiglia alle escursioni.

C’è anche una leggenda da raccontare lungo il percorso

Come ogni luogo capace di attraversare i secoli, anche la Calà del Sasso ha le sue storie.

Una delle più conosciute racconta di Loretta e Nicolò, due giovani innamorati.

Secondo la tradizione, quando Loretta si ammalò gravemente, Nicolò affrontò velocemente tutta la scalinata per scendere a valle e cercare un rimedio che potesse salvarla.

Gli abitanti del paese, preoccupati, sarebbero scesi lungo la Calà illuminando la notte con le torce.

Una storia romantica e drammatica che ancora oggi viene ricordata attraverso una fiaccolata.

E se state camminando con bambini abbastanza grandi, è uno di quei racconti perfetti da conservare per il momento in cui inizieranno inevitabilmente a domandare:

“Quanto manca?”

Quando andare

Il bosco rende la Calà del Sasso particolarmente suggestiva nelle mezze stagioni.

La primavera regala vegetazione e temperature generalmente piacevoli, mentre in autunno il percorso cambia completamente aspetto grazie ai colori delle foglie.

In estate il caldo può rendere più faticosa la salita, anche se buona parte dell’itinerario rimane protetta dal bosco.

In inverno bisogna invece prestare molta più attenzione: neve e ghiaccio possono rendere i gradini decisamente impegnativi.

Prima di partire è sempre consigliabile verificare condizioni meteorologiche e stato del percorso.

Perché inserirla nella lista delle avventure di famiglia

Ci sono escursioni che ricordiamo per il panorama.

Altre per il luogo raggiunto.

La Calà del Sasso probabilmente rimane impressa soprattutto per quello che succede durante il percorso.

Contare i gradini. Fermarsi. Ripartire. Prendersi in giro quando qualcuno chiede per la decima volta quanto manca. Raccontare la storia dei tronchi che scendevano verso Venezia. Arrivare finalmente all’ultimo scalino.

Per una famiglia con ragazzi abituati a camminare può diventare molto più di un trekking.

Può diventare una di quelle giornate che, una volta tornati a casa, iniziano tutte nello stesso modo:

“Ti ricordi quando abbiamo fatto 4.444 gradini nel bosco?”

In breve

Dove: Valbrenta – Sasso di Asiago, Veneto
Esperienza: trekking storico nel bosco
Gradini: 4.444
Distanza indicativa: circa 9 km tra andata e ritorno
Dislivello: circa 750 metri
Tempo: almeno 3 ore di cammino, escluse le soste
Difficoltà: medio-impegnativa
Ideale per: famiglie allenate e ragazzi abituati alle escursioni
Da portare: scarpe da trekking, acqua, snack e abbigliamento adatto alla montagna