Nella magnifica Sardegna, terra di miti, mare cristallino e tradizioni millenarie, sorgono borghi incantati che narrano storie d’altri tempi. Tra questi, Villacidro, noto anche come “sa bidda de is cogas” (il borgo delle streghe), rappresenta un gioiello incastonato nelle colline del Sud Sardegna. Questo borgo, avvolto in un aura di mistero e leggenda, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, permettendo ai visitatori di immergersi in un’atmosfera unica e suggestiva.

Storia del borgo delle streghe: Villacidro

La storia di Villacidro, un borgo affascinante nella Sardegna sud-occidentale, risale a epoche remote. Scavi archeologici hanno rivelato segni della presenza umana fin dal Neolitico e dall’Età del Rame, specialmente nelle aree di Seddanus, Cannamenda, Seddus, e lungo i corsi d’acqua Villascema e Leni. Qui, sono stati scoperti artefatti in ossidiana, testimoniando l’antica attività umana nella regione.

L’epoca dei Nuraghi ha profondamente segnato il territorio, lasciando eredità significative come il villaggio di Cottega e i nuraghi di Narti, Nuraxi, Cuccur’e Crabas, Cuccuru Muntoni e Genna Uraxi. Durante il dominio romano, la zona era densamente popolata, come evidenziato dalla scoperta di una necropoli e di resti di terme antiche. Il fertile suolo di Villacidro probabilmente contribuì alla fondazione del centro abitato in questo periodo, insieme a un altro nucleo vicino, Leni.

Nel Medioevo, il borgo era conosciuto come Xedri de Leni e faceva parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Gippi. Dopo la caduta del giudicato nel 1258, passò sotto il controllo pisano e, successivamente, dopo la conquista aragonese della Sardegna nel 1328, divenne noto nei documenti come Villacidro de Leeni. I centri di Leni e Villacidro subirono una decadenza demografica all’inizio del XV secolo, ma si ripresero nei decenni successivi, passando sotto il controllo di varie famiglie feudali, tra cui i Civiller, i Gerp e i Brondo.

Nel 1690, sotto il dominio spagnolo, Villacidro divenne parte del marchesato concesso ai Brondo. Successivamente, il feudo passò ai Bon Crespi di Valdaura tramite successione femminile, fino alla sua abolizione nel 1839, quando Villacidro divenne un comune indipendente con un proprio sindaco e consiglio comunale.

Con il passaggio della Sardegna ai Savoia nel 1720, Villacidro seguì la sorte dell’isola. Tra il 1807 e il 1821, fu sede di una delle 15 prefetture istituite dal governo Sabaudo. Nel XXI secolo, dal 2005 al 2016, condivise il ruolo di capoluogo della provincia del Medio Campidano con Sanluri.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’8º Stormo si insediò a Villacidro dal 10 giugno 1940, rimanendovi fino a metà settembre dello stesso anno.

Cosa vedere nel Borgo di Villacidro

Villacidro, con i suoi vicoli stretti e case in pietra, offre scorci pittoreschi ad ogni angolo. Da non perdere:

  1. Il Centro Storico: un labirinto di strade che conducono a piazze nascoste, fontane antiche e chiese storiche.
  2. La Cascata di Sa Spendula: situata a pochi chilometri dal centro, è una delle più belle cascate della Sardegna, ideale per gli amanti della natura.
  3. Museo Etnografico: dove scoprire gli usi, i costumi e le tradizioni di Villacidro e della Sardegna.
  4. Le Antiche Miniere: testimonianza dell’importante passato minerario della zona.

Cosa vedere nei dintorni di Villacidro

Vicino a Villacidro, si possono esplorare diverse attrazioni:

  1. Le Spiagge del Sud Sardegna: chilometri di coste con spiagge da sogno come Porto Pino e Chia.
  2. La Città di Cagliari: ricca di storia, cultura e con una vivace vita notturna.
  3. Il Parco della Giara di Gesturi: famoso per i suoi cavallini selvatici.

Come arrivare a Villacidro da Cagliari in macchina

Villacidro si trova a circa 50 km da Cagliari. Per arrivarci in macchina:

  • Prendere la SS131 in direzione di Sanluri.
  • Proseguire sulla SS196 fino a raggiungere Villacidro.

Il viaggio dura circa un’ora e offre panorami incantevoli delle campagne e delle montagne sardine.

Le feste di Villacidro

Villacidro è anche famoso per le sue feste tradizionali:

  1. La Sagra delle Ciliegie: celebrata a giugno, una festa dedicata al frutto simbolo del paese.
  2. Feste Patronali: in onore di San Sisinnio a maggio e di Santa Barbara a dicembre, con processioni e riti tradizionali.
  3. Carnevale: un evento colorato con maschere e sfilate che animano le vie del borgo.