Nel cuore della Campania esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Apice Vecchia, noto anche come la “Pompei del ‘900”, è uno dei borghi abbandonati più affascinanti d’Italia, sospeso tra la memoria e la bellezza decadente. Un vero e proprio museo a cielo aperto, dove le case silenziose, le insegne d’epoca e le rovine raccontano storie di un passato recente, segnato dal terremoto del 1962. Visitare Apice Vecchia significa camminare in un luogo senza tempo, dove le fotografie si fanno da sole e ogni angolo porta con sé un’emozione. Ideale per una gita alternativa in famiglia, ma anche per gli amanti della storia, della fotografia e del turismo lento, il borgo offre un’esperienza unica nel suo genere, con la possibilità di visitare il castello restaurato, i vicoli messi in sicurezza e gustare i piatti tipici della tradizione sannita nei dintorni.
Chi ama i luoghi insoliti, quelli fuori dalle rotte più battute, non può che rimanere incantato davanti al borgo fantasma di Apice Vecchia, in provincia di Benevento. Un paese abbandonato ma vivo, dove la forza del tempo non ha distrutto, ma ha trasformato il silenzio in racconto. Perfetto per un’escursione giornaliera o per un weekend in famiglia, è uno dei luoghi simbolo del turismo esperienziale e della riscoperta dei borghi d’Italia.
La storia di Apice Vecchia: un borgo segnato dal terremoto
Apice Vecchia ha radici antiche: già citato in documenti longobardi dell’VIII secolo, ha conosciuto periodi di grande splendore nel Medioevo, grazie alla sua posizione strategica tra il fiume Calore e la via Appia. Il borgo si è sviluppato con palazzi nobiliari, chiese e il maestoso Castello dell’Ettore, che domina ancora oggi il paesaggio.
La sua storia però ha preso una svolta improvvisa il 21 agosto 1962, quando un terremoto colpì duramente il Sannio. La scossa rese inagibile il centro storico e la popolazione fu trasferita in massa ad Apice Nuova, costruita poco distante. Alcuni resistettero per anni, fino al sisma dell’Irpinia del 1980, che decretò l’abbandono definitivo del borgo.
Oggi Apice Vecchia è disabitata, ma grazie a diversi progetti di recupero e valorizzazione è diventata una meta turistica affascinante, dove l’abbandono si trasforma in bellezza.
Cosa vedere nel borgo abbandonato
Il Castello dell’Ettore
Il simbolo indiscusso di Apice Vecchia è il Castello dell’Ettore, costruito tra il VII e l’XI secolo. Dopo un lungo restauro, è oggi aperto al pubblico e ospita eventi, mostre e persino i mercatini di Natale, molto apprezzati nel territorio. La visita al castello è un viaggio tra antiche sale, terrazze panoramiche e ambienti perfettamente conservati.
Le strade e le botteghe abbandonate
Passeggiando tra le vie deserte del borgo si incontrano insegne d’altri tempi, auto d’epoca, vetrine vuote e edifici rimasti intatti dagli anni ‘60. Ogni angolo sembra raccontare una storia dimenticata. È un luogo perfetto per gli appassionati di fotografia urbana, che trovano qui scorci unici e autentici.
La Collegiata di Santa Maria Assunta
Tra le tappe imperdibili c’è la Collegiata di Santa Maria Assunta, che conserva pregevoli dipinti del Cinquecento e un coro ligneo di rara bellezza. Nonostante il tempo e l’abbandono, la chiesa conserva un fascino spirituale profondo.
Il Convento di Sant’Antonio
Questo antico convento domina la parte alta del borgo. Anche se in parte danneggiato, è ancora oggi un luogo di suggestione e memoria, simbolo della devozione popolare e della resistenza di chi non voleva abbandonare la propria terra.

Un paradiso per i fotografi e gli amanti dell’insolito
Apice Vecchia non è solo una visita, ma un’esperienza. Le atmosfere sospese, la luce che filtra tra le finestre rotte, i dettagli rimasti intatti per decenni regalano un viaggio unico nella memoria collettiva italiana. È una meta perfetta per:
- fotografi in cerca di scorci autentici
- famiglie curiose di un’avventura fuori dal comune
- viaggiatori appassionati di storia e borghi abbandonati
Cosa mangiare nei dintorni
Dopo la visita al borgo, si può raggiungere Apice Nuova, dove agriturismi e ristoranti servono piatti tipici del Sannio beneventano. Da provare assolutamente:
- Cicatielli al puliéio, pasta fresca con mentuccia locale
- Migliatielli, involtini di interiora d’agnello
- Fianchetta di agnello alla brace
- Vini locali, come l’Aglianico del Taburno
Un’occasione per vivere anche a tavola la cultura di un territorio ricco e genuino.
Come arrivare ad Apice Vecchia
Il modo migliore per raggiungere Apice Vecchia è in auto. Ecco come fare:
- Prendere l’autostrada A16 Napoli-Canosa
- Uscire a Benevento – Castel del Lago
- Seguire le indicazioni per Apice Nuova (6 km)
- Da lì parte un servizio navetta che conduce all’ingresso del borgo storico
In alternativa, si può arrivare in treno alla stazione di Benevento, ben collegata con Napoli, e proseguire in taxi o bus.
Il borgo è visitabile solo in occasioni speciali o tramite visite guidate organizzate dalla Pro Loco. Conviene informarsi in anticipo su date e modalità di accesso.
Un’esperienza da vivere con rispetto
Apice Vecchia è un luogo unico, che richiede rispetto e sensibilità. Non è un parco a tema, ma un frammento autentico di memoria italiana. Camminare tra le sue rovine è un invito a riflettere, ad ascoltare i silenzi e a riscoprire il valore della memoria collettiva.



