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Il borgo medievale in Emilia dove si parla ancora Toscano e un tempo meta di pellegrini e mercanti

Ai confini tra Emilia-Romagna e Toscana, dove le montagne accarezzano il cielo, si trova Fiumalbo, un borgo che sembra dipinto a mano su un paesaggio di incomparabile bellezza. Dichiarato uno dei “Borghi più belli d’Italia”, Fiumalbo è un gioiello incastonato nell’Appennino, un luogo dove le tradizioni si fondono con la natura incontaminata.

Storia del borgo di Fiumalbo

Fiumalbo, con le sue radici che si perdono nella notte dei tempi, ha un retaggio storico che si può leggere nelle pietre delle sue antiche case e nelle strade lastricate che serpeggiano attraverso il centro storico. Il borgo, menzionato già in documenti dell’anno 1000, era un punto di passaggio per pellegrini e mercanti e ha conservato fino a oggi il suo aspetto medievale, con un patrimonio architettonico e culturale che racconta storie di altri tempi.

Il Nome: il segreto dei fiumi

Fiumalbo, un borgo custode di leggende, si adagia tra le braccia di torrenti schiumosi e montagne maestose. Due sono le voci che narrano l’origine del suo nome: la prima sussurra di flumen album, “fiume bianco”, in omaggio alle acque impetuose che abbracciano il borgo come un amante affettuoso. La seconda evoca l’antico eco di Flumen Alpium, “fiume delle Alpi”, un canto che parla delle montagne vicine, tra le quali svetta il Cimone, noto ai tempi come “Alpone”, il gigante dormiente.

Radici Profonde e antichi giuramenti

Il tessuto del tempo a Fiumalbo è intessuto di memorie lontane. Nel secondo secolo avanti Cristo, le legioni romane del console Marco Claudio Marcello si addentrarono in queste terre, domando i liguri del Frignano, i primi a sfidare il respiro dell’Appennino modenese e reggiano.

Veniamo poi al 1038, quando il marchese Bonifacio di Toscana, padre della grande Matilde di Canossa, elargì il dono della “rocca che si chiama Fiumalbo” al vescovo di Modena Viberto.

E nel 1197, come un coro solenne, i cittadini di Fiumalbo giurarono fedeltà al Comune di Modena, un patto di lealtà che fu rinnovato negli anni a seguire, un legame indissolubile che sopravvisse anche quando Modena cadde sotto il dominio degli Estensi.

Nel 1338, gli statuti del Frignano si scolpirono nelle pietre della giustizia e della comunità, redatti anche grazie alla saggezza di Flumalbius de Flumalbullo, testimoniando che Fiumalbo non era solo un nome, ma un cuore pulsante di leggi e tradizioni autonome.

Nel 1401, i reggenti del borgo, raccolti nell’antica chiesa di San Bartolomeo, scrissero gli statuti cittadini, e gettarono i semi di relazioni commerciali e culturali che si estendevano oltre i confini, fino alla Toscana. L’influenza toscana, vigorosa fino al XVI secolo, è ancor oggi percepibile nel timbro del dialetto e nei cognomi delle famiglie locali, come note di una melodia antica che ancora risuona tra le vie del borgo.

Fiumalbo oggi sta, fiero e immutato, a custodire la sua storia, una narrazione che si legge non solo nei libri, ma nell’aria, nell’acqua, nelle pietre e nel cuore dei suoi abitanti. Un’eredità viva che chiama a sé viandanti e sognatori, invitandoli a diventare, per un momento, parte del suo racconto senza tempo.

Cosa visitare nel Borgo

Il cuore di Fiumalbo è il suo suggestivo centro storico, dove si può ammirare la Chiesa di San Bartolomeo, gioiello romanico che custodisce pregevoli opere d’arte, e la Chiesa di San Giovanni Battista con i suoi affreschi rinascimentali.
Non meno affascinanti sono i vari ponti in pietra che attraversano il fiume e che sembrano condurre in una dimensione senza tempo.

Cosa vedere vicino a Fiumalbo

Nei dintorni di Fiumalbo, la natura regna sovrana. Le piste da sci del Monte Cimone attirano appassionati di sport invernali, mentre in estate i sentieri del Parco del Frignano invitano a escursioni tra boschi di faggi e abeti.
A pochi chilometri, il Lago Santo modellato dai ghiacci preistorici, offre scenari mozzafiato e tranquillità.

Come arrivare da Bologna a Fiumalbo in auto

Per chi viaggia in macchina da Bologna, Fiumalbo è facilmente accessibile. La distanza è di circa 85 km e il viaggio dura all’incirca un’ora e 45 minuti. Il percorso si snoda lungo la strada statale 64 fino a Pievepelago, poi segue la regionale 324 che sale verso il passo dell’Abetone e scende dolcemente verso il borgo. Lungo il tragitto, si possono ammirare paesaggi appenninici di rara bellezza, che fanno del viaggio stesso una parte dell’esperienza da non perdere.

Conclusione: Fiumalbo non è solo una destinazione, è un’esperienza che si incide nella memoria. Tra la ricchezza del suo passato e la bellezza della natura che lo circonda, è un luogo dove il tempo sembra scorrere a un ritmo diverso, invitando ogni visitatore a rallentare e respirare la storia e la natura in ogni suo angolo.

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