Tra i siti geologici definiti come patrimonio dell’Unesco è stata inserita di recente un’area meravigliosa che si trova in Italia, e più precisamente in Emilia-Romagna. Stiamo parlando di alcune grotte che si snodano nelle rocce carsiche e che, naturalmente, creano uno spettacolo bellissimo da ammirare: vediamo insieme come e quando è possibile visitare questo luogo. 

Di recente è stata ampliata la lista dei siti che sono stati inseriti dalle Nazioni Unite tra i patrimoni dell’Unesco. Sono in tutto 37 i nuovi patrimoni dell’umanità, tra cui figurano anche un’isola della Turchia, la storica città di Gerico in Palestina e un tempo romano antico che si trova in Francia. Oltre a questi, si può trovare anche un sito geologico italiano.

Curiosi di sapere qual è questo luogo che è stato scelto dalle Nazioni Unite? Si tratta dei famosi “Gessi dell’Emilia Romagna“, un’ampia area carsica che si trova nella parte settentrionale degli Appennini.

I Gessi dell’Emilia-Romagna: dove si trovano

Il sito che è stato scelto come patrimonio dell’Unesco è un’area molto vasta che, come anticipato, si estende lungo l’Appennino settentrionale dell’Emilia-Romagna. Si tratta di un sito geologico unico nel suo genere sia per quanto riguarda l’estensione, con circa 900 grotte che si alternano in uno spazio che comprende oltre 100 km, sia per quanto riguarda la tipologia.

L’area è resa peculiare in quanto le grotte non sono di origine calcarea, ma sono grotte di gesso, dovute alla conformazione legata alle rocce evaporitiche. Ed è proprio per questa caratteristica che i “Gessi dell’Emilia-Romagna” sono stati scelti dall’Unesco come “primo e meglio studiato fenomeno carsico del mondo”.

La grotta più lunga del mondo

Il sito dove si snodano le grotte di gesso si estende sul territorio di sette province dell’Emilia-Romagna, comprese quelle di Rimini, Ravenna, Bologna e Reggio Emilia. Oltre alla straordinaria estensione del sito geologico, ci sono altre caratteristiche che lo rendono speciale. Ad esempio, qui si può visitare la grotta più lunga del mondo di origine epigenica – che si snoda per circa 11 km – ma non solo.

Proprio in questo sito geologico si trova anche la grotta più profonda (circa 265 metri), oltre alla sorgente salata riconosciuta come la più grande d’Europa. Chiaramente, proprio per la conformazione geologica di straordinaria importanza, l’area che è stata eletta come patrimonio dell’umanità rappresenta un esempio naturale senza pari per quanto riguarda l’osservazione di minerali e diverse forme carsiche.

Le grotte visitabili

Se volete fare un giro da queste parti e vedere l’area delle grotte di gesso, bisogna sapere che ce ne sono alcune visitabili. In particolare, tra le grotte che fanno parte del sito Patrimonio Unesco, è possibile accedere alla Spipola – che fa parte dei Gessi Bolognesi – a Onferno e poi a due delle grotte che appartengono alla Vena del Gesso Emiliano – Tanaccia e Re Tiberio.

Foto copertina via Tripadvisor