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L’unico borgo in Italia dove si parla ancora Greco antico: un luogo incredibile da visitare

La Calabria, terra di contrasti mozzafiato e culla della Magna Grecia, nasconde borghi di inestimabile valore storico e culturale. Gallicianò, situato nell’Aspromonte calabrese, rappresenta una di queste perle rare, offrendo ai visitatori l’opportunità unica di immergersi in una comunità dove le eco del greco antico risuonano ancora oggi.

Storia del borgo di Gallicianò

Gallicianò non è solo uno dei pochi luoghi in Italia dove si parla ancora il greco antico, ma è anche un testimone vivente della profonda impronta che la civiltà greca ha lasciato in questa regione. Questo borgo appartiene alla minoranza linguistica dei Greci di Calabria, discendenti diretti delle popolazioni elleniche che colonizzarono queste terre oltre 2500 anni fa. Nonostante l’avanzare del tempo e le molteplici dominazioni subite, Gallicianò ha conservato gelosamente la sua identità linguistica e culturale, facendo da custode a una tradizione millenaria.

L’area che oggi ospita il borgo di Gallicianò ha una storia che si perde nella notte dei tempi, con la presenza umana attestata già durante l’età neolitica. La valle dell’Amendolea, cuore pulsante di questa comunità, è stata teatro di insediamenti fin dall’antichità, come dimostra l’esistenza di Peripoli, una città fortificata risalente al periodo magno-greco, rappresentante le prime testimonianze di vita urbana nell’area.

La prima menzione documentale di Gallicianò risale all’anno 1060, quando viene citato nel “Brebion della chiesa metropolita bizantina di Reggio Calabria”, una fonte preziosa edita dal bizantinista André Guillou. In questo documento, il borgo è indicato con il nome “τό Гаλιкίаνον”, un chiaro riferimento alla sua radice storica e culturale.

Il nome Gallicianò, di origine tardo bizantina, suggerisce una derivazione dalla famiglia gentilizia romana Gallicius, che possedeva terreni nell’area, noti come Gallicianum. Questo legame con il passato romano e bizantino testimonia la ricca stratificazione storica che caratterizza il borgo.

Per secoli, Gallicianò è rimasto legato al feudo di Amendolea, condividendone le sorti e gli eventi, fino all’età moderna. La sua importanza come sede municipale fu messa alla prova dal terremoto del 1783, che costrinse al trasferimento della sede a Condofuri Superiore. Nonostante i danni subiti durante il sisma e le successive alluvioni del 1951 e 1971, che spinsero molti abitanti ad abbandonare il paese, Gallicianò ha preservato la sua struttura originaria, testimoniando la resilienza della sua comunità.

L’unico luogo in Italia dove si parla Greco antico

Gallicianò si distingue non solo per la sua storia, ma anche per essere l’ultimo baluardo della lingua greca antica in Italia, un’eredità diretta del periodo delle colonie greche che un tempo si estendeva lungo le coste della Calabria, del Salento e della Sicilia. La questione delle origini di questa lingua minoritaria è al centro di un acceso dibattito tra linguisti: alcuni sostengono che il greco sia sopravvissuto ininterrottamente dall’antichità, come ipotizzato da Gerhard Rohlfs, mentre altri ritengono possa trattarsi dei residui di una reintroduzione durante l’Impero Bizantino.

Nonostante le incertezze sulle sue origini, il greco di Gallicianò è oggi una lingua a rischio di estinzione, mantenuta in vita principalmente all’interno delle mura domestiche.
Questo borgo, definito “Acropoli della Magna Grecia“, rappresenta un unicum nel panorama culturale italiano, conservando con orgoglio una lingua che affonda le sue radici nell’VIII secolo a.C.

Gallicianò è rinomata per l’alta conservatività delle sue tradizioni grecaniche, che si manifestano non solo attraverso la lingua, ma anche nella musica, nella gastronomia e nei rituali, rendendo questo borgo un prezioso custode di un’eredità culturale millenaria.

Cosa vedere nel borgo di Gallicianò

Passeggiando per le vie di Gallicianò, si può sentire il battito autentico di un borgo che ha saputo resistere alle tempeste della storia. Il cuore pulsante del borgo è la piazza principale, dove si incontrano gli abitanti per scambiarsi novità in greco antico. Da non perdere è la visita alla chiesa di San Giovanni Theristis, un gioiello architettonico che custodisce affreschi bizantini di rara bellezza. Il museo etnografico, poi, offre uno sguardo approfondito sulla vita quotidiana e le tradizioni di questa comunità unica.

Cosa visitare nei paraggi

I dintorni di Gallicianò sono ricchi di siti naturalistici e archeologici che meritano una visita. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, con i suoi paesaggi mozzafiato e le sue ricchezze florofaunistiche, offre innumerevoli percorsi per escursionisti e amanti della natura. Non lontano dal borgo, si trovano anche le rovine dell’antica Locri Epizefiri, una delle più importanti città della Magna Grecia, dove è possibile ammirare resti di templi, teatri e altre strutture antiche.

Come arrivare a Gallicianò in auto partendo da Cosenza

Raggiungere Gallicianò partendo da Cosenza è un viaggio che attraversa il cuore verde della Calabria. Da Cosenza, prendere l’autostrada A3 in direzione sud verso Reggio Calabria, uscire a Rosarno e proseguire sulla SS183 in direzione di Delianuova. Da qui, seguire le indicazioni per Condofuri e, successivamente, per Gallicianò. Il percorso si snoda tra paesaggi montani e viste panoramiche che anticipano la bellezza e l’unicità del borgo che sta per essere scoperto.

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