Storicamente conteso da i più importanti signori della zona, Montegridolfo è un bellissimo borgo che sorge in Emilia Romagna, a cavallo con le Marche. Dall’alto del colle di Montegridolfo un grande castello domina l’area circostante, e la veduta che vi regala è mozzafiato!

Storia di Montegridolfo

Montegridolfo, originariamente noto come Monte Lauro per le numerose piante di alloro che coprivano il colle, trae il suo nome da un’antica parola germanica che si crede abbia trasformato il latino “Reduvius“, significante “sterposo” o “rozzo”.

Le origini del borgo

Il borgo nacque nel tardo X secolo, periodo di grande fervore per la costruzione di castelli in Italia. Nel 1033, San Pietro, unica parrocchia del territorio, era tra i beni dell’abbazia di San Pietro di Rimini. La prima menzione ufficiale di Montegridolfo risale al 10 gennaio 1148, in un documento che ne confermava l’appartenenza all’abbazia. Situato in una terra di confine, Montegridolfo fu influenzato sia dal Ducato di Montefeltro che dai Malatesta, con il cassero malatestiano spesso al centro di scontri militari.

Nel 1228, Fusculus de Monte Gradulfo si sottomise, insieme ad altri cittadini, al comune di Rimini. Nel 1233, il console di Montegridolfo, Pasitto, giurò fedeltà a Rimini nella guerra contro Urbino. Nel 1248, la famiglia fiorentina dei Filippi, di fazione guelfa, si rifugiò qui e cambiò il proprio nome in Gridolfi, adottando uno stemma con un olivo verde, simbolo della coltura predominante del luogo.

Le ostilità proseguirono, culminando nel giugno 1336 con la distruzione del castrum di Montegridolfo ad opera di Ferrantino Novello, alleato dei Montefeltro. La ricostruzione fu rapida, tra il 1337 e il 1339, per volontà di Malatesta il Guastafamiglia. La nuova cinta muraria, costruita in muratura con quattro torrioni, integrò Montegridolfo nel sistema difensivo malatestiano, seppur con una cinta difensiva ridotta rispetto a quella di Montefiore Conca.

Nel 1371, Montegridolfo viene citato nella “Descriptio provinciæ Romandiolæ” con 37 focolari (capifamiglia). A metà del XV secolo, Sigismondo Malatesta aggiunse le scarpate oblique alla struttura difensiva.

Nel 1500, Montegridolfo passò sotto il dominio del Valentino, per poi essere riconquistato dai Malatesta e ceduto a Venezia nel 1503, che a sua volta lo vendette allo Stato Pontificio.

Durante la seconda guerra mondiale, Montegridolfo si trovò lungo la Linea Gotica e fu teatro di scontri tra tedeschi e truppe alleate. In questo contesto, il tenente Gerard Ross Norton si guadagnò la Victoria Cross per il suo eroismo.

Cosa vedere a Montegridolfo

  • Museo della Linea dei Goti: questo museo esibisce armi e altri oggetti che ricordano la battaglia tra tedeschi e alleati che si combatté durante la Seconda Guerra Mondiale lungo la Linea Gotica. Prenotando potete anche svolgere una visita guidata ai rifugi che scavarono i civili.
  • Castello di Montegridolfo: risalente al 1300, questo castello fu realizzato su richiesta di Galeotto Malatesta, e le sue mura racchiudono ancora oggi tutto il borgo.

Cosa visitare nei dintorni di Montegridolfo

  • San Marino: la Repubblica di San Marino sorge a pochissimi km di distanza da Montegridolfo, ed è un luogo perfetto da visitare anche solo per una passeggiata la sera.
  • Castello di Gradara: questa bellissima fortezza medievale sorge a Gradara, venne eretta nel 1150 dalla Famiglia De Griffo.

Mappa di Montegridolfo

Come arrivare a Montegridolfo da Bologna

Per raggiungere Montegridolfo dal capoluogo emiliano ci vogliono circa due ore in auto, tramite E45 e A14, oppure con i treni regionali circa tre ore.

Curiosità su Montegridolfo

Montegridolfo è molto nota per la produzione di olio extravergine di oliva al punto che la seconda domenica di dicembre ogni anno si celebra la famosa Fiera dell’Olio Novello, per assaggiare l’olio nuovo. L’albero di olivo è da sempre un simbolo di questo borgo, tanto da esserne lo stemma, sin dal lontano 1059 come testimonia la pergamena “ecclesia cum oliveti acque vineis”.