Oggi vogliamo presentarvi un affascinante borgo che sorge nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Con la sua storia millenaria, l’architettura tradizionale e i panorami mozzafiato, offre ai visitatori un’esperienza unica e quasi indimenticabile. Questo articolo vi condurrà attraverso le bellezze e le sue particolarità, permettendovi di apprezzare tutto ciò che questo incantevole luogo ha da offrire.

La storia di Opi in Abruzzo

Opi, un incantevole borgo nel cuore dell’Abruzzo, ha una storia millenaria. Il nome potrebbe derivare da Ope, antica divinità sabina, o dal latino “oppidum“, castello fortificato. Un’altra ipotesi lo collega a Opice, sacerdotessa del tempio di Vesta.

Le Origini e il Periodo Sannita

Le prime tracce di insediamento risalgono al VII-VI secolo a.C., con la necropoli nella Val Fondillo. Nel III secolo a.C., durante le guerre tra Marsi e Sanniti, si ipotizza che un abitato sia sorto intorno al tempio della dea Ope.

Il Medioevo

Nel 1188, una bolla papale menziona le chiese di Santa Maria Assunta e di Sant’Elia. La popolazione si spostò in una posizione più difendibile sulla cima del costone roccioso.

Dominio dei D’Aquino e successivi signori

Nel 1284, alla morte di Berardo II di Sangro, il feudo passò ai D’Aquino, continuando fino al XV secolo, quando il controllo passò ad altre famiglie. La feudalità terminò nel 1806 con la legge napoleonica.

Eventi Sismici e catastrofi nel borgo

Opi fu colpito da terremoti nel 1456 e nel 1654, quando la chiesa parrocchiale fu distrutta e ricostruita due anni dopo. Un altro terremoto colpì nel 1915, con una replica nel 1984 che lesionò il campanile.

La Pastorizia e l’emigrazione

Nel 1591, l’attività della pastorizia era fiorente, con un ricco argentario che portava 4316 pecore sul Tavoliere. Nel 1809, bande di briganti causarono problemi alla popolazione. Tra il 1884 e il 1899, iniziò una grande emigrazione verso le Americhe, con una perdita di 520 cittadini.

L’Unione con Pescasseroli e il Ritorno all’Autonomia

Nel 1816, Opi fu unito amministrativamente a Pescasseroli, ma tornò autonomo nel 1854. Durante l’Unità d’Italia nel 1861, i cittadini favorevoli ai Borboni rifiutarono il tricolore italiano, portando a scontri con i Bersaglieri.

Cosa vedere a Opi

  • Centro Storico: passeggiando per il centro storico di Opi, vi troverete immersi in un’atmosfera d’altri tempi, con stradine strette, case in pietra e balconi fioriti. Ogni angolo del borgo racconta una storia e offre scorci pittoreschi da fotografare.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: questa chiesa, risalente al XII secolo, è un gioiello di architettura religiosa, con interni affascinanti e opere d’arte sacra. È un luogo di culto che riflette la devozione e la storia religiosa del borgo.
  • Museo del Camoscio d’Abruzzo: situato nel centro storico, questo museo è dedicato alla fauna locale, con un’attenzione particolare al camoscio d’Abruzzo, una specie simbolo del Parco Nazionale.
  • Belvedere della Torre: da questo punto panoramico, è possibile godere di una vista mozzafiato sulla valle del Sangro e sulle montagne circostanti, ideale per scattare fotografie e ammirare il paesaggio.

Cosa visitare vicino a Opi

  • Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: a pochi passi dal borgo, questo parco nazionale offre spettacolari opportunità di escursioni, passeggiate e osservazione della fauna e della flora locali.
  • Villetta Barrea: un pittoresco borgo situato vicino al Lago di Barrea, famoso per i suoi paesaggi incantevoli e le attività all’aperto come il trekking e la pesca.
  • Civitella Alfedena: un altro affascinante borgo nelle vicinanze, noto per il suo centro storico ben conservato e il Museo del Lupo Appenninico.

Curiosità di Opi

  • La Tradizione della tosatura delle Pecore: ogni anno, Opi celebra la tradizione della tosatura delle pecore, un evento che coinvolge l’intera comunità e attira visitatori curiosi di vedere da vicino questa pratica antica.
  • Il Nome di Opi: il nome del borgo è legato alla dea romana Ops, associata alla fertilità e all’abbondanza, riflettendo l’antica storia e le radici culturali del luogo.

Cosa mangiare a Opi

La cucina di Opi è ricca di sapori tradizionali abruzzesi, con piatti favolosi che nascono dagli ingredienti locali e tecniche culinarie antiche:

  • Arrosticini: Tipici spiedini di carne di pecora, cotti alla brace e conditi con sale, un piatto assolutamente da provare per chi visita la regione.

Mappa di Opi

Come arrivare a Opi da Pescara in auto

  • Parti da Pescara e prendi l’autostrada A25 in direzione Roma/L’Aquila.
  • Prosegui sull’A25 per circa 60 km e prendi l’uscita verso Bussi/Popoli.
  • Segui le indicazioni per L’Aquila/Popoli e immettiti sulla SS17.
  • Continua sulla SS17 per circa 40 km fino a raggiungere Sulmona.
  • Da Sulmona, prendi la strada provinciale SP479 e segui le indicazioni per Villetta Barrea.
  • Prosegui sulla SP479 per circa 30 km fino a raggiungere Opi.

(Foto di copertina via Wikipedia)