Toscana segreta: 5 borghi feschi da scoprire quest’estate

Tra castelli che raccontano storie millenarie, santuari sospesi tra le nuvole e paesaggi di boschi infiniti, l’estate in Toscana trova rifugio in piccoli borghi montani che sembrano usciti da un racconto. Qui il caldo non arriva, e al suo posto si trovano silenzi, natura selvaggia e tradizioni secolari. Un viaggio tra cinque gemme poco conosciute dove riscoprire il piacere delle cose semplici.

Quando la pianura si arroventa e le città vibrano di afa e rumore, le montagne della Toscana si rivelano un rifugio fresco e silenzioso, fatto di borghi intatti, antichi mestieri e panorami che si aprono su vallate verdi. Luoghi ideali per chi desidera staccare la spina, per chi viaggia in famiglia o per chi cerca un’esperienza autentica a contatto con la natura.

5 borghi da visitare in Toscana in estate

Ecco cinque borghi montani da esplorare quest’estate, perfetti per una vacanza lenta e rigenerante.

Poppi: dove storia e natura si intrecciano

Nel Casentino, immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, sorge il borgo fortificato di Poppi, con il suo inconfondibile Castello dei Conti Guidi che domina dall’alto come un guardiano del tempo. Qui ogni pietra racconta una pagina di storia: tra affreschi medievali e raccolte d’arte sacra, si ha l’impressione di camminare in un museo a cielo aperto.

Ma Poppi è anche punto di partenza per esplorazioni nel verde: le Foreste Casentinesi sono un paradiso per chi ama il trekking, la mountain bike o semplicemente i picnic tra gli alberi. Un vero gioiello per le famiglie che vogliono alternare cultura e natura in un’unica vacanza.

Castelnuovo di Garfagnana: tra fortezze e sentieri da fiaba

Nel cuore della Garfagnana, Castelnuovo si apre come un libro di pietra, racchiuso tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco-Emiliano. Il suo centro storico è dominato dalla Rocca Ariostesca, una fortificazione che un tempo ospitò anche Ludovico Ariosto e oggi custodisce un piccolo museo. Poco sopra, la Fortezza di Mont’Alfonso regala una vista straordinaria sulla valle.

Passeggiare tra le sue vie è un tuffo nella storia, ma basta poco per trovarsi immersi in una natura selvaggia e spettacolare. I sentieri che portano al Lago di Pontecosi, al Lago di Isola Santa o lungo il Sentiero dell’Ariosto sono ideali per escursioni in famiglia, mentre i più avventurosi possono provare il canyoning nel Rio Selvano.

San Pellegrino in Alpe: il borgo sopra le nuvole

Arrivare a San Pellegrino in Alpe è come varcare una soglia invisibile. Situato a oltre 1.500 metri, è il borgo abitato più alto dell’Appennino toscano, al confine con l’Emilia-Romagna. Tra le sue case di pietra si respira un’aria sospesa, rarefatta e antica.

Il Santuario dei Santi Pellegrino e Bianco, legato alla leggenda di un principe scozzese diventato eremita, è il cuore spirituale del borgo. Poco distante si trova il Museo etnografico, con oggetti e strumenti della vita contadina di un tempo.

Per chi ama camminare, due i percorsi consigliati: il Giro del Diavolo, breve e panoramico, e l’Anello del Rifugio Burigone, che attraversa boschi e pascoli fino alla Fonte del Santo, offrendo scorci incantevoli.

Coreglia Antelminelli: il paese delle figurine di gesso

Tra i Borghi più belli d’Italia, Coreglia Antelminelli affascina con la sua posizione sospesa sulla valle del Serchio e con le sue antiche tradizioni. Qui l’arte del modellare il gesso ha dato origine a una vera scuola, oggi raccontata nel Museo della Figurina di Gesso e dell’Emigrazione, dove oltre 800 opere narrano una storia artigiana diventata simbolo identitario.

Circondato da boschi di castagni, Coreglia è un punto ideale per escursioni semplici ma suggestive. I sentieri che portano al Lago Santo Modenese o quelli che seguono le antiche vie dei pellegrini toccano anche i paesi vicini come Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano, con il celebre Ponte del Diavolo.

Abbadia San Salvatore: tra miniere e spiritualità

Sul versante settentrionale del Monte Amiata, Abbadia San Salvatore custodisce un’anima doppia: spirituale e mineraria. Il borgo è cresciuto attorno alla maestosa abbazia benedettina, fondata nel 762, che conserva una cripta con 36 colonne scolpite e numerosi tesori d’arte sacra.

Ma Abbadia è anche memoria industriale. Il Parco Minerario, con le sue gallerie e musei, racconta la dura vita dei minatori e il legame indissolubile tra uomo e montagna. In estate, il Monte Amiata si rivela con i suoi sentieri tra faggete, le escursioni in quota e gli scorci che arrivano fino al mare.

Salendo in vetta si raggiunge la grande croce di ferro, simbolo della montagna, da cui si gode uno dei panorami più spettacolari di tutta la Toscana.

Perché scegliere i borghi montani d’estate?

Questi borghi non offrono solo fresco e silenzio, ma anche esperienze autentiche: mercatini contadini, feste patronali, artigianato locale, buon cibo e un’accoglienza genuina. Qui si cammina senza fretta, si riscoprono i valori della lentezza e si vive un’estate diversa, fatta di piccole grandi emozioni.