Top

Un abbazia voluta da Carlo Magno: da centro di potere a fattoria dimenticata

Nascosta tra le dolci colline della Toscana, non lontano da Montalcino, l’Abbazia di Sant’Antimo si erge come un monumento al tempo e alla fede. La sua silhouette elegante e la sua pietra bianca scintillante si stagliano contro il cielo azzurro, mentre i campi di grano e i vigneti di Brunello le fanno da cornice.

Storia dell’Abbazia di Sant’Antimo

La leggenda dell’abbazia

Fondata presumibilmente intorno all’anno 800, la leggenda narra che Carlo Magno in persona ne ordinò l’edificazione in segno di gratitudine al cielo per essere scampato a una malattia durante il suo ritorno da Roma. L’abbazia è divenuta nel corso dei secoli un punto di riferimento per pellegrini e monaci, grazie anche alla sua appartenenza alle vie Francigene, arterie medievali del pellegrinaggio cristiano.

Le origine storiche

L’Abbazia di Sant’Antimo trae le sue radici dal culto di Sant’Antimo di Arezzo, che dopo il suo martirio nel 352 vide sorgere sul luogo un sacro oratorio. La presenza di una villa romana antecedente è testimoniata dai reperti archeologici quali il bassorilievo con cornucopia e le colonne nella cripta carolingia. Un’antica incisione suggerisce anche l’esistenza di una fonte dalle proprietà curative. Nel 715, la custodia di questo luogo sacro era affidata a un prete della diocesi di Chiusi.

La fondazione Longobarda e l’era Carolingia

Nel 770, i Longobardi incaricano l’abate Tao di edificare un monastero benedettino, conferendogli la gestione dei beni del territorio. Questo monastero diventa presto un rifugio per pellegrini, mercanti e soldati. Anni dopo, Carlo Magno, viaggiando sulla via Francigena, si dice abbia dato il suo benestare alla fondazione del monastero, nonostante le dubitazioni sulla veridicità di tale evento. Ludovico il Pio, nel 814, conferisce all’abbazia ulteriori doni e privilegi, elevandola al rango di abbazia imperiale.

L’abbazia, grazie all’impulso carolingio, entra nel suo periodo più florido. L’abate di Sant’Antimo ottiene il titolo di conte palatino, e un’analisi delle carte imperiali e papali rivela un vasto dominio sotto la sua giurisdizione. Il castello di Montalcino diventa il fulcro principale, con il priore che vi risiede entro le mura della fortezza.

Il Conte Bernardo degli Ardengheschi nel 1118 dona il suo intero lascito all’abbazia. La costruzione della nuova chiesa, ispirata dall’abbazia di Cluny, inizia sotto l’abate Guidone, che coinvolge architetti francesi nel progetto. Segni di un edificio preesistente al XII secolo sono evidenti in varie sculture e architetture presenti nell’abbazia.

Il potere e le guerre

Durante il XII secolo, l’abbazia raggiunge l’apice della sua potenza e influenza. Montalcino diventa un punto di contesa tra Siena e Firenze per la sua posizione strategica. La città di Siena, cercando di espandersi verso sud, entra in conflitto con Montalcino e, con l’appoggio di papa Clemente III, inizia ad esercitare la propria influenza sulla regione. Nel 1200, dopo vari assedi, Montalcino subisce gravi danni ad opera di Siena.

Il declino: da Abazzia a fattoria

Nel 1462, Pio II, conosciuto come Enea Silvio Piccolomini, decise di sopprimere l’Abbazia di Sant’Antimo. Egli assegnò i beni dell’abbazia al vescovo Giovanni Cinughi, della neonata diocesi di Pienza e Montalcino, fondata quell’anno. L’intento di Pio II era glorificare la sua famiglia trasformando il suo paese natale, Corsignano, nella città rinascimentale di Pienza, con una propria diocesi che comprendeva anche Montalcino. Il titolo di Abate di Sant’Antimo rimase associato al vescovo di Montalcino fino al 1986, quando la diocesi fu soppressa e incorporata nell’arcidiocesi di Siena.

Curiosamente, nel 1870, l’abbazia si trovò in uno stato di degrado, con un contadino che la utilizzava come abitazione, magazzino agricolo e stalla, snaturando così il suo originale valore storico e spirituale.

Cosa visitare all’interno dell’Abbazia di Sant’Antimo

  • La Chiesa
    Capolavoro dell’architettura romanica, dove ancora oggi si possono ascoltare i monaci che intonano i canti gregoriani.
  • Il Capitello dei Mesi
    Un’opera d’arte scolpita che illustra i mesi dell’anno e le relative attività contadine.
  • Il Chiostro
    Locus amoenus che invita alla meditazione, con colonne eleganti che raccontano, attraverso i loro capitelli, storie della Bibbia e leggende locali.

Cosa visitare vicino all’Abbazia di Sant’Antimo

  • Montalcino
    Famoso per il suo Brunello, il borgo medievale offre viste panoramiche e cantine storiche.
  • Bagno Vignoni
    Un piccolo gioiello termale con la sua piscina di acqua calda naturale risalente al tempo dei Romani.
  • Castello di Poggio alle Mura:
    Una fortezza rinascimentale trasformata in un’azienda vinicola dove è possibile degustare il famoso vino della regione.

Come arrivare all’Abbazia di Sant’Antimo da Siena in auto

Partendo da Siena, prendere la SR2 verso sud per circa 40 km. Seguire poi le indicazioni per Montalcino e proseguire verso Sant’Antimo. Il viaggio in auto offre scorci mozzafiato della campagna toscana, con le sue colline splendide e dalle geometrie perfette e i cipressi che disegnano il cammino.

"Viaggiare è la nostra passione, incontrare nuova gente" ecco, noi siamo questi: per noi viaggiare significa crescere, apprendere, conoscere e sopratutto far capire ai nostri bambini che il mondo è un posto meraviglioso capace di sorprendere con le sue diversità e i suoi mille colori da scoprire e capire. Siamo una famiglia come tante che crede che il viaggio possa essere uno strumento per condividere pensieri ed emozioni.