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Un borgo in Basilicata per trovare il Santo Graal e dove Carlo Magno diede un ordine

Nascosto tra le pieghe della Basilicata, il borgo di Acerenza è una gemma poco conosciuta del sud Italia: un luogo con una storia importante che vide Carlo Magno ordinare la distruzione delle sue mura, per poi vederle ricostruite. Con le sue stradine e le case in pietra, Arcerenza è un invito a esplorare la bellezza nascosta e il fascino discreto della storia.

Storia del borgo di Acerenza

Il nome “Acerenza” si pensa derivi da “Acheruntia” (Αχερουντία in greco), indicando un’antica fortezza menzionata da Tito Livio, Orazio e Procopio. Il torrente Fiumarella, un tempo chiamato Acheronte, scorre vicino.

La storia di Acerenza è ricca, con riferimenti all’Arcidiocesi di Acerenza. Fondata nel VI secolo a.C. come Acheruntia, divenne una diocesi lucana nel V secolo. Durante l’Alto Medioevo, sotto Giustiniano, era un presidio militare. Nel 788, Carlo Magno chiese la distruzione delle sue mura, che furono ricostruite da Grimoaldo III.

Nell’IX secolo, Acerenza mantenne l’indipendenza nonostante le contese tra Longobardi e Bizantini. Un documento bizantino del 1002 cita una disputa territoriale con Tricarico. Con la battaglia dell’Ofanto nel 1041, i Normanni, guidati da Asclettino I Drengot, conquistarono Acerenza, segnando l’inizio del periodo normanno nella regione.

Cosa visitare nel borgo di Acerenza

  1. Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo:
    • Monumento dell’XI secolo in stile romanico con influenze gotiche.
    • Grande abside e interno a tre navate con tavole cinquecentesche.
    • Cripta del 1524 con affreschi di Giovanni Todisco da Abriola.
    • Cupola del XIX secolo e facciata con campanili ritoccati nei secoli.
    • Busto di Flavio Claudio Giuliano nella sacrestia.
    • Fondamenta di un battistero ritrovate recentemente.
  2. Chiesa di San Laviero Martire:
    • Altare in pietra barocco con tela del martirio di S. Laviero di Filippo Donzelli (1700).
    • Statua di S. Rocco in cartapesta leccese e S. Giuseppe in legno.
    • Madonna Addolorata in manichino con vestito del 1847.
  3. Sala dell’Episcopio:
    • Pala d’altare della cappella di Santa Caterina d’Alessandria nella Cattedrale.
  4. Altre Attrazioni:
    • La Fontana di San Marco in stile neoclassico.
    • Convento risalente al XV-XVI secolo.
    • Busto dell’imperatore romano Giuliano.

Il Santo Graal si trova a Acerenza? La leggenda dei templari

Durante il Medioevo, Acerenza era un importante nodo strategico per i cavalieri che viaggiavano verso la Terra Santa durante le Crociate, le guerre religiose intraprese dalla Chiesa per recuperare i luoghi fondamentali legati alla vita di Cristo. Secondo la tradizione, Ugo dei Pagani, fondatore dell’Ordine dei Templari, sarebbe nato nella Basilicata, non lontano da Acerenza.

Le presunte tracce dei Templari si possono intravedere nelle sculture della Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio. Inoltre, una particolare finestra murata nella cripta ha stuzzicato l’immaginazione di molti per secoli. Alcuni credono che questa nicchia possa nascondere il mitico calice utilizzato da Gesù durante l’Ultima Cena e successivamente da Giuseppe d’Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo durante la Passione.

Cosa vedere vicino al borgo

Nei dintorni di Arcerenza, ci sono numerose attrazioni che meritano una visita. A breve distanza si trova la città di Potenza, con la sua ricca storia e i suoi vivaci mercati. Per gli amanti della natura, il Parco Nazionale del Pollino offre paesaggi mozzafiato e sentieri escursionistici. Inoltre, non lontano da Arcerenza si trova il lago di Monticchio, un luogo incantato perfetto per una gita fuori porta.

Come arrivare nel borgo di Acerenza da Potenza in macchina

Arrivare ad Acerenza da Potenza è un viaggio che offre panorami suggestivi della campagna lucana. In macchina, il tragitto dura circa un’ora attraverso una strada che serpeggia tra colline e valli, svelando a poco a poco la bellezza nascosta di questa parte dell’Italia.

Arcerenza, con la sua storia millenaria e le sue tradizioni ancora vive, rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole scoprire i tesori nascosti del sud Italia. Un luogo dove il passato si intreccia con il presente, offrendo un’esperienza unica e indimenticabile.

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