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Un borgo in Sardegna protagonista delle guerre Puniche e vittima del dominio bizantino

Mentre la Calabria è famosa per i suoi legami con la Magna Grecia e i suoi borghi pittoreschi, la Sardegna non è da meno con le sue gemme nascoste, tra cui San Sperate. Situato a pochi chilometri da Cagliari, questo borgo si distingue per la sua vivace scena artistica e culturale, che lo ha trasformato in un vero e proprio museo all’aperto.

Storia del borgo di San Sperate

Il borgo di San Sperate, annidato nel cuore della Sardegna, narra una storia millenaria, testimoniata da resti archeologici che risalgono fino al XVIII secolo a.C. Questo antico insediamento, abbracciato dalla fertile valle dell’Amendolea, si è evoluto attraverso diverse ere, dall’età del Bronzo fino ai giorni nostri, diventando un crogiolo di culture e tradizioni.

Già nel XIII secolo a.C., la zona era un fervido centro di attività religiose, come dimostrano i numerosi reperti votivi ritrovati. Segni di un’antica civiltà nuragica sono evidenti nella presenza di un nuraghe che serviva da rifugio e punto di osservazione, accanto ai numerosi pozzi scavati per l’approvvigionamento idrico, segno di una comunità organizzata attorno all’agricoltura e alla caccia, ma anche all’artigianato, come la lavorazione della ceramica e dei metalli.

Durante l’epoca punica, tra il IV e il III secolo a.C., San Sperate divenne teatro di importanti eventi storici, con la scoperta di quattro necropoli puniche che ne attestano l’importanza in quel periodo. La dominazione romana, tra il III secolo a.C. e il V secolo d.C., conferì al paese un ruolo di rilievo, posizionandolo lungo una delle principali vie di comunicazione dell’epoca.

Il medioevo vide San Sperate attraversare la dominazione vandalica, segnata dall’arrivo di vescovi africani in esilio che portarono con sé le reliquie di santi importanti, tra cui quelle di San Sperate, dando al paese il nome che tuttora porta.
Nei secoli successivi, il borgo visse sotto il dominio bizantino, pisano e infine aragonese, partecipando attivamente alla vita politica e sociale della regione, fino all’abolizione del sistema feudale nel 1839.

Cosa vedere nel borgo di San Sperate

(foto via tripadvisor)

Passeggiando per le strade di San Sperate, si rimane incantati dai murales che raccontano storie di vita quotidiana, tradizioni locali e visioni artistiche. Oltre alle opere d’arte urbana, è imperdibile una visita allo “Spazio Sciola“, dove si possono ammirare le sculture sonore dell’artista che ha dato vita al rinascimento culturale del borgo.
Le sue pietre sonore, capaci di emettere suoni quando vengono sfregate, offrono un’esperienza sensoriale unica.

Cosa visitare nei paraggi di San Sperate

Nei dintorni di San Sperate, la Sardegna offre paesaggi naturali e siti archeologici di grande interesse. A breve distanza, si trova il Parco Regionale di Molentargius, un’oasi naturale dove osservare i fenicotteri rosa. Per gli appassionati di storia, il sito nuragico di Barumini, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è facilmente raggiungibile e rappresenta una testimonianza affascinante della civiltà nuragica.

Come arrivare a San Sperate in auto partendo da Cagliari

(foto via tripadvisor)

Raggiungere San Sperate da Cagliari è semplice e veloce. Partendo dal centro di Cagliari, prendere la SS131 in direzione nord e seguire le indicazioni per San Sperate. Il tragitto di circa 20 chilometri attraversa la campagna sarda, offrendo scorci caratteristici e la possibilità di immergersi nella tranquillità e nella bellezza di questa parte dell’isola.

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