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Un borgo minuscolo nel cuore della Basilicata le cui origini sono conservate gelosamente

Nel cuore della Basilicata, incastonato tra i monti  del Parco Nazionale del Pollino, si trova San Paolo Albanese, un piccolo borgo che conserva gelosamente le tracce della sua origine arbëreshë. Fondato nel XV secolo da profughi albanesi che fuggivano l’avanzata ottomana, oggi il paese è uno dei pochi luoghi in Italia dove la lingua e le tradizioni albanesi sono ancora vive.

Storia di San Paolo Albanese

San Paolo Albanese, il più piccolo paese della Basilicata, vanta una storia ricca e affascinante che si intreccia con gli eventi della storia europea. Fondato nel 1534 da Lazzaro Mattes grazie a una concessione di Carlo V, il paese originariamente chiamato Casalnuovo di Noya, ha offerto rifugio agli arbëreshë, profughi albanesi fuggiti dalla caduta di Costantinopoli e dalle successive conquiste ottomane. Questi antenati hanno instaurato una comunità solida e resiliente, caratterizzata da uno stretto legame con le proprie radici culturali e linguistiche.

Sviluppo e tradizioni culturali del borgo

A San Paolo Albanese, la vita comunitaria si è sviluppata attorno alla pastorizia e all’agricoltura, con un forte attaccamento ai valori di famiglia e vicinato. Le pratiche culturali degli arbëreshë, come la conservazione della lingua arbëreshe e il rito religioso greco-bizantino, sono state preservate con cura attraverso i secoli. Le tradizioni matrimoniali rigide, che scoraggiavano i matrimoni misti fino a metà dell’Ottocento, evidenziano l’importanza della conservazione dell’identità etnica.

Isolamento e conservazione

Il carattere isolato di San Paolo Albanese ha contribuito non solo alla conservazione delle tradizioni, ma anche alla formazione di un’identità unica, profondamente radicata nella storia e nella cultura. La comunità ha vissuto quasi in totale isolamento per cinque secoli, mantenendo vivi usi, costumi, lingua e tradizioni religiose, che ancora oggi distinguono questo borgo dalle altre realtà italiane.

Il ruolo nel Parco Nazionale del Pollino

Incorporato nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, San Paolo Albanese oggi rappresenta una risorsa culturale di inestimabile valore. La minoranza etnico-linguistica arbëreshe è considerata un elemento di grande rilevanza culturale all’interno dell’area protetta più grande d’Europa, paragonabile alla rarità botanica del pino loricato.

Eredità vivente

Le fondamenta della cultura arbëreshe, come il concetto di “besa” – il rispetto degli impegni presi che supera anche la morte – sono testimoni della profonda moralità e dell’integrità della comunità. Questi valori sono celebrati in leggende locali e rafforzati attraverso le narrazioni letterarie moderne, come il romanzo di Ismail Kadarè “Chi ha riportato Doruntina?”.

La tradizione oggi

Oggi, San Paolo Albanese continua a essere un simbolo vivente delle tradizioni arbëreshe. La comunità, pur essendo una delle più piccole minoranze etniche in Italia, mantiene viva la propria eredità attraverso l’uso quotidiano della lingua arbëreshe, la pratica del rito greco-bizantino e la celebrazione di feste popolari.
Le donne del villaggio, alcune delle quali indossano ancora l’abito tradizionale, rappresentano un collegamento visibile e tangibile con il passato.

Cosa vedere a San Paolo Albanese

  • Il Museo Etnico Arbëreshë: Qui i visitatori possono immergersi nella storia e nelle tradizioni degli Arbëreshë attraverso costumi, strumenti musicali e fotografie antiche.
  • La Chiesa di San Rocco: Costruita nel XVII secolo, riflette lo stile bizantino e ospita icone e manufatti che testimoniano la profonda fede ortodossa del paese.
  • Il Centro storico: Passeggiare tra le stradine strette del borgo offre un tuffo nel passato, con le sue case in pietra che raccontano storie di secoli.

Cosa visitare vicino a San Paolo Albanese

  • Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore: Due incantevoli paesi vicini, anch’essi con forti influenze Arbëreshë.
  • Il Parco Nazionale del Pollino: Offre possibilità di escursioni, trekking e attività all’aria aperta in uno degli ambienti naturali più suggestivi d’Italia.
  • Senise: Famoso per il suo peperone IGP, è un luogo ideale per gli amanti della gastronomia lucana.

Mappa di San Paolo Albanese

Come raggiungere San Paolo Albanese in auto

Il borgo è raggiungibile in auto tramite la SS 653 della Valle del Sinni, che collega la costa ionica con l’entroterra lucano. Da Potenza, prendere la SS 92 fino ad innestarsi sulla SS 653 in direzione nord, seguendo le indicazioni per San Paolo Albanese.

Cosa mangiare a San Paolo Albanese

La cucina di San Paolo Albanese riflette la fusione tra le tradizioni culinarie albanesi e lucane. Non si può lasciare il paese senza aver provato piatti come:

  • Pasta fatta in casa con sugo di capra: un piatto ricco e saporito che unisce ingredienti locali a tecniche arbëreshë.
  • Dolci albanesi: come il “kadaif” e il “baklava”, che deliziano per la loro dolcezza e complessità di sapori.

 

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