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Un borgo nel Molise visitato da Carlo Magno dove vedere uno dei più importanti siti monastici d’Europa del Medioevo

Il Molise, una delle regioni più tranquille e meno esplorate d’Italia, custodisce tra le sue verdi colline e le sue valli incantate, borghi e paesini che sembrano fermi nel tempo. Tra questi, Castel San Vincenzo emerge come una perla rara, un luogo dove storia, natura e tradizioni si fondono in un’armonia perfetta.

La storia di Castel San Vincenzo

Nel territorio che oggi conosciamo come Castel San Vincenzo, si nascondono le vestigia di una civiltà agricola tardo-romana e i resti di un antico oratorio dedicato a San Vincenzo, eretto tra il V e il VI secolo. La leggenda narra che nel VII-VIII secolo, tre nobili di origine longobarda, spinti dall’abate di Farfa e dal pontefice, fondarono qui un monastero benedettino, su terre donate dal duca di Benevento. Questo monastero ben presto divenne un centro di potere e ricchezza in Europa, dando vita al feudo di Terra Sancti Vincentii.

L’abbazia e Carlo Magno

Sebbene non vi siano prove concrete della visita di Carlo Magno, è noto che l’abbazia fu teatro di lotte tra monaci longobardi e franchi. Con il supporto di Carlomagno, i franchi rafforzarono l’abbazia, costruendo una chiesa di notevoli dimensioni, simbolo dell’importanza del complesso monastico in quel periodo.

Disastri e rinascita

Nell’847, un terremoto devastò l’abbazia, seguito da un saccheggio da parte di invasori arabo-berberi nell’881, che distrussero l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno e quella di Montecassino. I monaci sopravvissuti si ritirarono e solo nel 914 riuscirono a tornare e a ricostruire il monastero.

Levoluzione del borgo

La storia di Castel San Vincenzo è intrinsecamente legata a questi eventi. Il primo documento che menziona il borgo risale al 942, descrivendo un contratto per la concessione di terre intorno al Castellum. Nel corso degli anni, il borgo divenne il centro principale del feudo dell’Abbazia e vide la nascita dei villaggi di Castellone e San Vincenzo, distinti già dal 1383.

L’epoca moderna

Nel periodo borbonico, il mandamento di Castellone apparteneva alla Terra di Lavoro, per poi passare alla provincia di Campobasso nel 1861. La regione fu teatro di brigantaggio post-unitario e di un’epidemia di colera nel 1884.
Nel 1928, i comuni di Castellone al Volturno e San Vincenzo al Volturno si fusero, creando l’attuale comune di Castel San Vincenzo, con tracce urbanistiche dei due antichi comuni ancora visibili oggi.

Cosa visitare nel borgo

  • L’Abbazia di San Vincenzo al Volturno: fondamentale tappa culturale, l’abbazia è uno dei più importanti siti monastici d’Europa del Medioevo, con radici che affondano fino all’VIII secolo. La visita offre un tuffo nella storia attraverso reperti archeologici e affreschi antichi.
  • Il Lago di Castel San Vincenzo: immerso in un contesto naturale di rara bellezza, il lago è il luogo ideale per chi cerca tranquillità o desidera dedicarsi a pesca, trekking e pic-nic all’aria aperta.

Esplorare i dintorni

Il Molise è una regione che sorprende per la varietà delle sue offerte turistiche. Vicino a Castel San Vincenzo, altri borghi e punti di interesse meritano una visita:

  • Agnone: famoso per la sua antica fonderia di campane, offre un interessante museo e la possibilità di scoprire l’arte campanaria.
  • Pietrabbondante: il sito archeologico con l’antico teatro sannita e i resti del tempio è un must per gli appassionati di storia.
  • Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: a pochi chilometri, offre itinerari naturalistici dove è possibile avvistare la fauna selvatica in un ambiente incontaminato.

Come arrivare a Castel San Vincenzo

Arrivare a Castel San Vincenzo richiede un po’ di pianificazione, dato che la regione del Molise è meno servita rispetto ad altre aree d’Italia.

  • In Auto: l’opzione più comoda. Da Roma, prendere l’A1 direzione Napoli, uscire a San Vittore e seguire le indicazioni per Isernia, proseguendo poi verso Castel San Vincenzo.
  • In Treno: La stazione più vicina è Isernia, da cui si può proseguire con mezzi locali o taxi per circa 30 km.

Consigli per la visita

  • Miglior Periodo: la primavera e l’estate sono i momenti ideali per visitare, grazie al clima mite e alla possibilità di godere appieno delle attività all’aperto.
  • Attività: non perdete l’opportunità di fare escursioni nei dintorni: la natura del Molise è ricca di sentieri e percorsi da esplorare.

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