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Un borgo vicino a Frosinone, un castello e un nome nato dai Celti: un viaggio lungo oltre 1500 anni

Nella vasta e variegata topografia dell’Italia, ogni regione custodisce gelosamente i suoi tesori più nascosti: i borghi. Questi piccoli centri, spesso arroccati su colli o nascosti tra le pieghe delle valli, sono custodi di storie, tradizioni e paesaggi che rimangono impressi nel cuore di chi li visita. Fra questi, il borgo di Pico emerge come una perla preziosa, offrendo ai suoi visitatori un tuffo autentico nella storia e nella cultura locale.

Storia del borgo di Pico

Il mistero del nome

La genesi del nome Pico avvolge l’immaginario in un velo di mistero e fascino. Tra le teorie che cercano di spiegare l’origine di questo nome, spicca quella che lo collega alla parola celtica “pic”, che significa punta aguzza. Questa interpretazione non è casuale ma sembra riflettere la caratteristica geografica dello sperone roccioso su cui maestosamente sorge il castello del borgo, come a dominare il paesaggio circostante.

Cronache di un passato millenario

Il viaggio nel tempo inizia nell’anno 589 d.C., un’epoca segnata dalle scorrerie dei Longobardi guidati da Zotone, duca di Benevento. Questi guerrieri, noti per la loro ferocia, riuscirono a distruggere luoghi di culto e centri abitati, tra cui Montecassino e, appunto, Pico. Tuttavia, è nel 1049 che la storia di Pico riceve una sua solida conferma documentale: una pergamena dell’epoca menziona il “Castrum qui nominatur Pika”, suggellando ufficialmente l’esistenza tanto del borgo quanto del suo castello, eretto per volontà di Giovanni Scinto, signore di Aquino. In quel medesimo anno, Giovanni e sua moglie Alfarana donarono la chiesa di S. Marina di Pico all’abate di Montecassino, un gesto che segna profondamente il legame tra il borgo e l’abbazia.

Il castello, cuore pulsante di Pico, ha giocato un ruolo cruciale nella definizione dei confini tra il Ducato Romano e le terre longobarde sotto l’influenza di Montecassino, diventando un punto di raccordo strategico tra l’entroterra e il mare.

Evoluzioni e rivoluzioni

Attraverso i secoli, Pico ha visto alternarsi contese e dominazioni, fino ad arrivare al periodo tra il 1542 e il 1547 quando il castello passò nelle mani di Ottavio Farnese. Con l’ingresso di Pico nel Regno di Napoli sotto Carlo III, il borgo iniziò un nuovo capitolo della sua storia. L’anno 1802 segnò un momento di grande prestigio per Pico, che fu elevato al rango di Regia Città per decreto sovrano.

La storia di Pico proseguì tra cambiamenti amministrativi e giurisdizionali, fino a diventare, nel 1861, un comune della provincia di Caserta, per poi passare, nel 1927, alla neonata provincia di Frosinone.

(foto via Tripadvisor)

La prova del fuoco

Il secondo conflitto mondiale fu un periodo di grande tribolazione per Pico. Nel 1944, la battaglia di Montecassino sconvolse profondamente la vita del borgo, che subì l’occupazione tedesca e fu teatro di intensi bombardamenti. La popolazione, cercando rifugio dalle violenze del conflitto, fu costretta a trovare riparo nelle montagne circostanti, sperando in giorni migliori.

Pico oggi: un tesoro da scoprire

Visitar Pico significa immergersi in una storia densa di eventi, dove ogni pietra, ogni vicolo, racconta storie di coraggio, di fede e di rinascita. È un invito a scoprire l’essenza più autentica di un borgo che, nonostante le avversità, ha saputo preservare il suo inestimabile patrimonio culturale e storico, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e indimenticabile.

Cosa visitare nel borgo a Pico

Pico offre ai suoi visitatori un’ampia gamma di attrazioni, capace di soddisfare gli appassionati di storia, arte e natura. Non si può mancare una visita al Castello, che con le sue torri e le mura imponenti domina il panorama circostante, raccontando storie di battaglie e antichi feudatari. Altrettanto suggestiva è la passeggiata tra i vicoli stretti del centro storico, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui, tra un portale in pietra e una chiesetta nascosta, si scoprono angoli di inaspettata bellezza.

Cosa visitare nei dintorni di Pico

  • Montecassino: famosa in tutto il mondo per la sua storica abbazia, Montecassino è un sito ricco di spiritualità e arte. La sua abbazia, fondata da San Benedetto nel 529 d.C., è un simbolo di resistenza e rinascita, avendo superato le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale.
  • Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un paradiso per gli amanti della natura e del trekking, offre paesaggi mozzafiato, flora e fauna uniche, e la possibilità di avvistare animali come l’orso bruno marsicano.
  • Lago di Posta Fibreno: questo lago naturale è famoso per le sue acque cristalline e per la “Riserva Naturale Lago di Posta Fibreno”, un’area protetta che ospita una biodiversità sorprendente e un’isola galleggiante unica.
  • Anagni: conosciuta come la “Città dei Papi”, Anagni vanta un’impressionante cattedrale medievale e il Palazzo Papale, dove si possono scoprire affreschi del XIII secolo.

(foto via Tripadvisor)

Consigli per una visita in famiglia con bambini

Pico e i suoi dintorni sono ideali per una gita in famiglia. Per i più piccoli, una visita al Castello può trasformarsi in un’avventura alla scoperta di antichi cavalieri e dame.
Le aree verdi nei dintorni del borgo offrono spazi perfetti per picnic all’aria aperta o per semplici passeggiate in natura. Inoltre, molti ristoranti e trattorie del luogo sono attrezzati per accogliere famiglie, offrendo menù per bambini e spazi dove possono giocare in sicurezza.

Come arrivare in Auto

  • Dirigiti verso la Superstrada Frosinone-Mare (SR156):  immettiti sulla SR156, una strada che collega direttamente Frosinone alla costa. Segui le indicazioni per Veroli o Cassino, a seconda del tracciato che preferisci.
  • Prosegui sulla SR156: continua a seguire la SR156. Questa strada è un collegamento chiave nella zona e ti porterà attraverso paesaggi caratteristici delle colline laziali.
  • Svolta verso Pico: mentre procedi sulla SR156, dovrai prestare attenzione alle indicazioni per Pico. A un certo punto, sarà necessario svoltare su una strada secondaria che porta direttamente a Pico.
  • Arrivo a Pico: Continua a seguire le indicazioni fino ad arrivare a Pico. Il borgo è situato in posizione elevata,

Il tempo di percorrenza stimato da Frosinone a Pico è di circa 30/40 minuti per una distanza di circa 40 km.

"Viaggiare è la nostra passione, incontrare nuova gente" ecco, noi siamo questi: per noi viaggiare significa crescere, apprendere, conoscere e sopratutto far capire ai nostri bambini che il mondo è un posto meraviglioso capace di sorprendere con le sue diversità e i suoi mille colori da scoprire e capire. Siamo una famiglia come tante che crede che il viaggio possa essere uno strumento per condividere pensieri ed emozioni.