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Un’isola mitologica favolosa nel Golfo di Napoli dove trovò salvezza Omero e i patrizi romani

Procida, una gemma incastonata nel Golfo di Napoli, è una destinazione che incanta i visitatori con i suoi colori vivaci, la storia ricca e le tradizioni autentiche. Questa piccola isola, meno conosciuta rispetto alle sue vicine Capri e Ischia, offre un’atmosfera intima e accogliente, rendendola il luogo ideale per chi cerca una fuga dalla frenesia della vita quotidiana.

Storia di Procida nei secoli

Nell’antichità

Le scoperte archeologiche sull’isola vicina di Vivara, un tempo parte integrante di Procida, hanno portato alla luce tracce di insediamenti risalenti al XVI – XV secolo a.C. È probabile che i primi abitanti fossero coloni Micenei, attratti da queste terre per le loro posizioni strategiche nel Mediterraneo.

Verso l’VIII secolo a.C., coloni provenienti dall’isola di Eubea e successivamente da Cuma, trasformarono Procida in un crogiuolo di culture, come dimostrato dai reperti archeologici e dai nomi di luoghi che rispecchiano l’eredità greca dell’isola.

Durante l’epoca romana, l’isola divenne un rifugio estivo per i patrizi, che vi costruirono ville lussuose, sfruttandola per la coltivazione della vite. Il poeta Giovenale descriveva Procida come un luogo ideale per una fuga dalla vita frenetica, un’oasi di pace e solitudine.

Il Medioevo e le trasformazioni di Procida

Il crollo dell’Impero romano d’Occidente segnò l’inizio di un’era tumultuosa per Procida, che vide l’arrivo di Vandali e Goti. Tuttavia, l’isola non cadde mai sotto il dominio longobardo, rimanendo sotto l’influenza bizantina attraverso il Ducato autonomo di Napoli.

In questo periodo, Procida divenne rifugio per coloro che fuggivano le invasioni e i saccheggi, mutando radicalmente la sua composizione demografica e strutturale. Il borgo fortificato di Terra Murata emerse come cuore dell’isola, trasformandosi da insediamento disperso a roccaforte medievale.

L’epoca feudale vide il dominio della famiglia Da Procida, con Giovanni da Procida, figura chiave nei Vespri siciliani, che segnò profondamente la storia dell’isola. Dopo alterne vicende e dominazioni, l’ultimo dei Da Procida cedette il feudo alla famiglia Cossa, legata agli Angioini e alla figura di Baldassarre Cossa, noto come l’antipapa Giovanni XXIII.

Mitologia e leggende su Procida

Procida è avvolta in una misteriosa atmosfera di miti e leggende. Una delle più affascinanti è quella di Graziella, la giovane pescatrice che ispirò Alphonse de Lamartine nel suo romanzo omonimo, trasformando l’isola in un simbolo dell’amore puro e tragico. Inoltre, si narra che l’isola sia stata il rifugio dell’eroe Omero e che i suoi paesaggi mozzafiato abbiano ispirato le avventure dell’Odissea.

Cosa visitare a Procida

Procida offre numerosi luoghi di interesse, tra cui il suggestivo borgo di Terra Murata, la parte più antica dell’isola, dominata dall’imponente Palazzo d’Avalos e dall’Abbazia di San Michele Arcangelo, da cui si gode una vista spettacolare sul golfo.
Non meno affascinante è il borgo dei pescatori di Corricella, dove il tempo sembra essersi fermato, e le colorate case dei pescatori si affacciano direttamente sul mare.

Spiagge da esplorare a Procida

Le spiagge di Procida sono piccoli angoli di paradiso. Tra le più amate c’è la Spiaggia di Chiaiolella, con la sua sabbia dorata e acque cristalline, ideale per le famiglie. La Spiaggia della Chiaia, raggiungibile solo via mare o attraverso un sentiero nascosto, offre un’atmosfera più riservata e selvaggia, perfetta per chi cerca tranquillità.

Cosa visitare vicino a Procida

La posizione di Procida la rende un ottimo punto di partenza per esplorare le bellezze circostanti. Ischia, con le sue famose terme e giardini lussureggianti, e Capri, con la leggendaria Grotta Azzurra e i Faraglioni, sono facilmente raggiungibili in traghetto. Inoltre, la vicinanza con Napoli permette di immergersi nella ricchezza culturale e gastronomica della città, tra visite al Museo Archeologico Nazionale e assaggi della vera pizza napoletana.

Consigli per una visita a Procida senza caos

Il miglior momento per visitare Procida è la primavera o l’inizio dell’autunno, quando il clima è mite e l’isola meno affollata. Non dimenticate di portare con voi una macchina fotografica per catturare i panorami mozzafiato e i dettagli pittoreschi che incontrerete passeggiando per i vicoli stretti del borgo.

Procida, con la sua autenticità e bellezza incontaminata, è un tesoro nascosto che aspetta solo di essere scoperto. Lasciatevi guidare dal ritmo lento dell’isola e scoprite i segreti di questo angolo di paradiso nel cuore del Mediterraneo.

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