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Uno dei borghi più belli d’Italia con monasteri, torri e una vista mozzafiato

Il borgo di Pacentro sorge nel territorio della provincia dell’Aquila, in Abruzzo, e anche se conta appena mille abitanti è uno dei borghi più belli d’Italia. Il borgo è parte del parco nazionale della Maiella e della comunità montana Peligna, e storia e natura si incrociano in un mix di bellezza unica.

Storia di Pacentro

Pacentro, menzionato per la prima volta nell’VIII secolo, si è evoluto da un dono ai monaci di San Vincenzo al Volturno a un borgo influenzato da feudatari e invasioni. Situato nella Valle Peligna, ha visto la sua economia fiorire nel Medioevo, nonostante le turbolenze causate da Saraceni e Normanni.

Epoca feudale e scontri dinastici

Nel 1170, il Regno di Napoli riconobbe ufficialmente l’insediamento di 48 famiglie a Pacentro. Il periodo caldoresco vide il borgo al centro delle dispute Angioini-Aragonesi, fino alla < Caldora. Tuttavia, la vittoria aragonese segnò la fine della prosperità di Antonio Caldora.

Dominio e transizioni

La gestione di Pacentro passò dagli Orsini (1483-1612) a Antonio Domenico De Sanctis (1613-1624), poi ai Colonna nel 1626 e infine ai marchesi Recupito di Raiano. Queste transizioni riflettono le complesse dinamiche di potere dell’epoca.

Rinascita post-unitaria

L’abolizione della feudalità segnò un nuovo inizio per Pacentro, sebbene l’Unità d’Italia portasse il brigantaggio e l’emigrazione. Solo negli anni ’70 iniziò la sua rivalorizzazione, culminata con il restauro del castello negli anni ’90.

Il borgo oggi

Oggi, Pacentro rappresenta la tenacia culturale dell’Abruzzo, preservando la sua eredità attraverso monumenti e tradizioni che raccontano la sua ricca storia. Questo borgo rimane una destinazione affascinante per chi cerca di esplorare le radici profonde dell’Italia centrale.

Cosa vedere a Pacentro

  • Castello Caldora: si tratta del monumento principale del paese, situato sulla cima del borgo. Fu costruito dai Normanni nell’XI secolo. Fu distrutto in parte da Federico II di Svevia poi abbandonato e solo a fine Novecento venne restaurato.
  • Parco nazionale della Maiella: il parco si trova poco lontano dal borgo ed è ‘ideale per chi cerca un luogo dove svolgere delle rilassanti escursioni in natura. Il percorso attraversa monumenti storici come i thòlos o l‘eremo di San Germano a passo San Leonardo.

Cosa vedere nei dintorni di Pacentro

  • Gole di Fara San Martino: qui è possibile effettuare una passeggiata facile e adatta anche a famiglie, osservando la montagna dall’interno, per poi prendere la salita alla vetta del monte Amaro per i più coraggiosi.
  • Passo San Leonardo: il passo si trova a quota 1.282 metri, e collega Pacentro a Sant’Eufemia a Majella. Da cui si può godere di meravigliosi panorami sulla Majella e sul monte Morrone.

Mappa di Pacentro

Come arrivare da L’Aquila

Dal capoluogo vi sono tre possibilità per raggiungere Pacentro: la strada più breve è di circa 72 km e si percorre un’ora e un quarto, tramite la strada statale 17. Altrimenti è possibile prendere la A25 e percorrere 116 km in un’ora e venti.

Curiosità su Pacentro

Una delle più famosi tradizioni locali è la “corsa degli zingari”, gara podistica a piedi nudi che si svolge la prima domenica di settembre dedicata alla Madonna di Loreto. I giovani del paese scendono dal colle Ardinghi alla chiesa. Famosa anche la rievocazione storica del “matrimonio dei Caldoreschi” che dagli anni novanta per una settimana, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, rievoca le tradizioni popolari medievali.

Giovanna Caletti Con un'anima inquieta e una passione innata per l'avventura, Giovanna Caletti è un'autentica esperta di viaggi e un'affermata autrice, i cui consigli hanno ispirato innumerevoli famiglie a esplorare il mondo insieme. Giovanna si è dedicata a condividere itinerari unici e destinazioni affascinanti attraverso i suoi articoli per PiccoliEsploratori.com. Le sue parole trasmettono un senso di meraviglia e scoperta che cattura l'immaginazione dei lettori di tutte le età. Attraverso le sue avventure, Giovanna incarna l'idea che i viaggi non sono solo spostamenti fisici, ma esperienze che arricchiscono la mente e il cuore.