Nel cuore del Trentino Alto Adige, in provincia di Bolzano, vi è un piccolo borgo caratterizzato da ampi prati e un centro storico in pieno stile dolomitico: vi stiamo parlando di Castelrotto, un luogo da esplorare sia in estate che in inverno! Scopriamolo insieme e scoprite il bellissimo matrimonio contadino.

Storia di Castelrotto

Le Origini di Castelruptum

Castelruptum viene menzionato per la prima volta in un documento del 982-987. In questo periodo, il vescovo Albuino di Bressanone scambiò il reddito della chiesa locale con il vescovo Eticho di Augusta. Prima di questa data, si sa che vi era già un insediamento, sebbene il nome di questo non ci sia pervenuto. Le tracce del Castelvecchio, risalenti all’epoca medievale, includono una massiccia torre quadrata e alcune tracce di mura e capanne di mattoni, indicanti la presenza di un villaggio fortificato.

I Cambi di proprietà nel Medioevo

Nel XIII secolo, l’area di Castelruptum passò sotto il controllo del conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia e successivamente ai signori di Castelrotto. Nel 1348, il castello divenne proprietà del duca Konrad Teck, che era anche capitano del dipartimento dell’Adige. All’inizio del XV secolo, il castello e l’abitato passarono alla famiglia Hauenstein, che stabilì le prime grandi fattorie stabili nella zona.

L’Era di Michael Kraus

Poco dopo, Castelruptum passò sotto la proprietà di Michael Kraus, un nobile ungherese arrivato tramite matrimonio e già infeudato di terre presso il lago Balaton. Michael Kraus divenne noto per la ricchezza accumulata dai suoi feudi e per le sue opere caritatevoli rivolte ai poveri di Castelrotto. Prima della sua morte, stabilì che ogni ottobre fosse distribuita una pagnotta di pane e un sacchetto di sale ad ogni povero della comunità. Kraus fu sepolto nella cappella della torre, dove la sua tomba è ancora visibile.

Jakob Kraus e le trasformazioni del castello

Il nipote di Michael Kraus, Jakob Kraus, fu nobilitato dall’imperatore Rodolfo II d’Asburgo il 2 giugno 1607. Fu lui a demolire gran parte dell’antico castello, costruendo una cappella dedicata a Sant’Antonio per il villaggio.
Suo figlio Georg Kraus creò un parco naturale nel 1675, adornato da sette piccole cappelle e tre grandi crocefissi che rappresentano Cristo e i due ladroni, riprendendo alcune tappe della via crucis. La famiglia Kraus si estinse nel 1847.

Castelruptum nel XX Secolo

Fino al 1924, Castelruptum aveva un proprio tribunale distrettuale, poi trasferito a Chiusa. L’economia locale era fortemente basata sull’allevamento del bestiame, favorito dai vasti pascoli alpini circostanti.
Nel 1600, la vendita di bestiame a Castelruptum superava di quattro volte quella di Bolzano, rappresentando una fruttuosa fonte di reddito per gli abitanti del borgo

Cosa vedere nel borgo di Castelrotto

  • Villa Felseck: si tratta di una residenza storica del 1904, progettata dall’architetto Ignaz Vaja su commissione del pittore Eduard Burgauner in pieno stile Art Nouveau.
  • Resti di Castelvecchio: oggi rimangono solo i ruderi dell’antico e affascinante Castel Hauenstein, eretto nel XII secolo. Ci si arriva da Siusi tramite il sentiero numero 8 in mezzora a piedi.
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: è la chiesa parrocchiale del paese, in pieno stile neoclassico, edificata nell’Ottocento.

Cosa visitare nei dintorni di Castelrotto

  • Cascate di Barbiano: poco lontano dal borgo sorgono queste splendide cascate, otto in tutto, originate dal Rio Ganda e che cadono da una roccia di 200 m di altezza.
  • Chiesa di San Valentino: questa bellissima chiesetta sorge tra i prati di Siusi e offre una bellissima vista sul massiccio dello Sciliar.

Mappa di Castelrotto

Come raggiungere il borgo di Castelrotto da Bolzano

Per raggiungere il borgo di Castelrotto da Bolzano in auto ci vogliono circa 40 minuti passando per la SS 12 e SP 24. In alternativa con i mezzi pubblici ci vuole circa un’ora/un’ora e venti ma dovete fare alcuni cambi (un po’ scomodo)

Curiosità su Castelrotto

Nel borgo sopravvivono varie tradizioni, com quella del Matrimonio Contadino che si tiene ogni anno a gennaio: gli sposi indossano abiti tradizionali, girano il borgo su una slitta trainata dai cavalli. Nel corteo ogni persona in base al proprio status coniugale e all’età indossa abiti caratteristici diversi, e dietro segue un banchetto con i piatti della tradizione.