Avete mai sognato di attraversare una vallata potendo “volare” sopra alberi, fiumi e strade? Il ponte tibetano che collega Sellano alla frazione di Montesanto è proprio questo, un’esperienza che abbiamo. vissuto per provare una fortissima emozione da raccontare.

Centro Italia, Umbria, Sellano: ci troviamo nel cuore verde dell’Italia, una regione fantastica che dopo aver vissuto le conseguenze del terremoto nel 1997, dopo quasi trent’anni sembra aver trovato la strada giusta per mettere al centro della sua economia il turismo.

Colline, montagne, città splendide, cascate, borghi e tanto altro ancora sono solo una piccola parte del potenziale dell’Umbria, potenziale che in questi ultimi anni sembra essere stato finalmente valorizzato e reso polo attrattivo per il turismo.

La nostra esperienza sul Ponte Tibetano di Sellano

E così, dopo due settimane dalla sua inaugurazione ufficiale, anche noi abbiamo voluto provare il Ponte Tibetano più lungo d’Europa: un’opera di ingegneria costata circa 1,4 milioni di euro ma che dal 23 marzo sembra aver trasformato un piccolo borgo come Sellano nella nuova capitale del turismo della regione.
Ogni fine settimana, Pasqua compresa, migliaia di persone si danno appuntamento in questo comune per affrontare e vivere una passeggiata di 517 metri ancorati ad un cavo d’acciaio con sotto il vuoto, un vuoto che si estende per ben 175 metri.

Biglietti online

Dopo aver prenotato online il biglietto al costo di 25 euro a testa (esiste anche il biglietto a 30 euro, che comprende un bus navetta che da Montesanto ci avrebbe riportato a Sellano ma, grazie ad alcuni amici, ci siamo fatti venire a prendere nella frazione evitando il ritorno in bus).

Imbracarsi non è una passeggiata

La prenotazione era prevista per le 15:00: ci dirigiamo verso il ponte ma, una volta arrivati, ci rendiamo conto che il point per indossare l’imbracatura non si trova vicino al ponte. Passeggiamo per il borgo fino a quando, dopo aver chiesto informazioni, scopriamo che i ragazzi addetti “all’investitura” distano circa 10 minuti a piedi (sarebbe stato tutto più semplice se fosse stato allestito uno stand accanto al ponte, ma forse motivi logistici non lo permettono).

La fila per il Ponte Tibetano

Imbracati e con il sorriso ci dirigiamo verso l’ingresso del ponte attraverso il sentiero panoramico (una stradina pedonale che offre uno scorcio bellissimo sulla vallata e sul ponte): arriviamo alla fila per accedere al ponte e ci rendiamo conto che l’attesa non sarà breve.
Centinaia di persone, tutte belle imbracate, attendono in fila: ridendo e scherzando il tempo passa e sopra le nostre teste osserviamo i tanti che affrontano il ponte. La visuale è perfetta, tanto perfetta da poter notare anche le tante emozioni che ogni singola persona prova durante la sua passeggiata: gioia, indifferenza, paura o addirittura terrore in alcuni casi.

I commenti si sprecano tra chi scherza e ride per non mostrare paura a chi invece racconta le sue esperienze su ponti tibetani più corti.

Troppi cellulari rallentano la fila

Dopo un’ora arriva una guida del Ponte a spiegarci che il ritardo è causato dall’uso eccessivo dei telefonini: per realizzare foto e video, molti bloccano il passaggio sul ponte, rendendo tutto molto più lento del previsto.
Usare il telefono sarebbe vietato, salvo non tenerlo ancorato al collo con un laccio ma, capendo le esigenze di tutti, le guide invitano solo ad usare il buon senso evitando di perdere troppo tempo con selfie o video lunghi: anche perché non ancorarlo al collo comporta un rischio, veder cadere nel vuoto lo smartphone, cosa accaduta per il momento a 15 persone.

Tocca a noi: come vivere il Ponte Tibetano a Sellano

Arriva il nostro turno: passiamo il nostro QR code, accediamo e ci dirigiamo verso l’imbocco del ponte dopo una breve formazione sull’uso corretto del gancio che andrò posizionato sulla linea salvavita: si comincia!

Il primi passi sono i più facili: l’altezza e di pochissimi metri ma, ad ogni singolo passo in avanti, il vuoto si fa sempre più profondo: nonostante il ponte sia ancorato con cavi d’acciaio e tutti noi fossimo agganciati alla line salvavita, la sensazione del vuoto inizia a farsi sentire.
Eh già, perché il vuoto non è solo sotto di noi per decine di metri, ma anche tutto intorno a noi!

La vista è mozzafiato: riusciamo a vedere tutti i piccoli borghi e villaggi adagiati sulle colline e montagne intorno a Sellano: gli alberi sotto di noi sembrano piccolissimi e la loro forma è verticale, come se fossimo stati catapultati su Google Maps in modalità satellite e vedessimo il mondo dall’alto.
Le emozioni che si provano sono tante e tutte mischiate: trovarsi a 175 metri d’altezza, in una vallata, sapendo di dover percorrere oltre 500 metri a piedi scatena in noi un mix esplosivo che ci accompagnerà fino alla fine della passeggiata.

Viviamo il tutto con grande entusiasmo ma la passeggiata, dopo circa 30 minuti è finita purtroppo: usciamo dai tornelli dopo aver riconsegnato le nostre imbragature e visitamo la frazione di Montesanto, un posto che siamo convinti entro poche settimane si ripopolerà di bar, locali e centri turistici, anche se oggi può contare solo un paio di punti di ristoro.

Il Ponte Tibetano con i bambini: consigli e considerazioni

Abbiamo deciso di vivere il ponte senza i nostri Piccoli Esploratori: perché? Perché non conoscevamo la “potenza” delle emozioni che avrebbero potuto provare durante la passeggiata. Non è facile gestire le emozioni quando ti trovi a oltre 170 d’altezza in mezzo al vuoto e non volevamo mettere troppa pressione ai bambini.
Dopo aver vissuto ci siamo convinti che è un’esperienza fattibile anche per loro, anche se per i più piccoli il ruolo di noi genitori è fondamentale per dare sostegno e forza: durante la passeggiata la paura di cadere, del vuoto o dello sconosciuto potrebbe farli bloccare e un nostro intervento dovrà essere immediato per scongiurare che la situazione possa degenerare.