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Il borgo vicino Ancona patria di un Papa e vittima di una feroce tribù celtica

Nel cuore delle Marche, in provincia di Ancona, c’è un borgo incantevole di pochi abitanti ma di grande bellezza: stiamo parlando di Genga, paesino di origine antica dove rilassarvi tra escursioni e terme. Scopriamo insieme tutto ciò che potete fare e ammirare a Genga!

Storia del borgo di Genga

Questo incantevole borgo ha origine da una serie di eventi e migrazioni che hanno plasmato il suo destino fin dall’antichità.

I popoli della valle del Sentino

Nelle epoche più remote, si ritiene che le prime comunità a insediarsi nell’area di Genga provenissero dalla valle del Sentino. Questi primi abitanti, attratti dalla naturale fortificazione offerta dalle aspre montagne e dalla fertilità della terra, posero le basi per quello che sarebbe diventato un punto di riferimento storico e culturale della regione.
Non molto tempo dopo, la zona vide l’arrivo degli Umbri, un popolo italico conosciuto per le sue abilità agricole e artigianali. Insieme ai Piceni, gli Umbri si fusero con le popolazioni locali, estendendo la loro influenza su tutto il territorio che sarebbe poi stato conosciuto come il Piceno Annonario.

L’invasione dei Galli

Il destino di Genga, tuttavia, sarebbe stato scosso da eventi turbolenti durante il IV secolo a.C., quando i Galli Senoni, una feroce tribù celtica, invasero gran parte del territorio.
La loro presenza segnò un periodo di sfide e conflitti, finché, nel 283 a.C., i Romani, emergendo come nuova potenza dominante della penisola italica, riuscirono a cacciare i Galli e a rivendicare questi terreni come propri. L’influenza romana introdusse un periodo di relativa pace e prosperità, durante il quale Genga e il suo territorio furono integrati nel tessuto del vasto Impero Romano. Si presume che in questo periodo Genga facesse parte del municipio di Sentinum, beneficiando delle infrastrutture, dell’organizzazione amministrativa e della sicurezza offerte dalla potenza romana.

Senigallia e le città colonie

La costruzione di città-colonie, come quella più rilevante di Senigallia, dimostra l’importanza strategica e commerciale che questa regione aveva per i Romani. Nonostante le devastazioni delle invasioni e le sfide dei cambiamenti politici, Genga ha saputo preservare e passare attraverso i secoli il ricco patrimonio di storia, cultura e tradizioni che ancora oggi affascina chi visita questo luogo incantato.

Il borgo città natale di un Papa

A Genga nacque papa Leone XII, ed è al suo cognome che si deve poi il nome del borgo (il papa si chiamava Annibale dei Conti della Genga). Numerose lotte con i signori dei territori circostanti sono state compiute nel corso dei secoli per conquistare il castello. Oggi il borgo ha ottenuto la bandiera arancione ed è annoverato tra i più belli d’Italia dal Turing Club Italiano.

Cosa vedere a Genga

Foto via Wikipedia

Castello di Genga

Il Castello di Genga è oggi ancora piuttosto intatto e le sue mura circondano il centro storico del paese, costruito sulla roccia. Le origini del castello sono molto antiche, e una leggenda lo attribuisce addirittura a Pirro, re degli Epiri.

Abbazia di San Vittore alle Chiuse

Da non perdere poi l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse, uno dei migliori esempi di architettura romanica nelle Marche, situato nella frazione di San Vittore Terme.

Museo a Palazzo Fiumi Sermattei

Il Museo Arte Storia e Territorio di Genga, a Palazzo Fiumi Sermattei raccoglie opere d’arte, suppellettili e oggetti di culto di proprietà della parrocchia di San Clemente e di altre chiese vicine. La chiesa di San Clemente fu la prima sede parrocchiale del castello medievale, sorta nell’XI secolo.
Comprende anche opere prestigiose come le tele di Antonio da Fabriano.

Cosa vedere nei dintorni di Genga

Foto via Wikipedia

Grotte di Frasassi

Se andate a Genga non può mancare una gita alle grotte di Frasassi, delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi nella frazione di San Vittore Terme.

Tempio del Valadier

Altra meta spettacolare è il Tempio del Valadier ed eremo di Santa Maria Infra Saxa, due strutture religiose che sono state scavate all’ingresso di una grotta.

Cosa degustare a Genga

A Genga potete anche gustare la cucina tipica: il ciauscolo, le pappardelle al cinghiale, la polenta con il ragù di cinghiale, la crescia cotta sotto la brace, le lumache, i vincisgrassi e il liquore mistrà.

Come arrivare a Genga

  • Partenza da Ancona: Inizia il tuo viaggio da Ancona, che si trova sulla costa adriatica dell’Italia.
  • Percorso autostradale: imbocca l’autostrada A14 per poi dirigerti verso sud-ovest in direzione di Jesi, Fabriano, e Genga.
  • Uscita per Jesi: prendi l’uscita per Jesi dalla A14. Da lì, segui le indicazioni per la SS76 in direzione di Fabriano.
  • Segui la SS76: continua sulla SS76 fino a quando non raggiungi l’uscita per Genga.
  • Arrivo a Genga:uUna volta uscito per Genga, segui le indicazioni

Mappa di Genga

Giovanna Caletti Con un'anima inquieta e una passione innata per l'avventura, Giovanna Caletti è un'autentica esperta di viaggi e un'affermata autrice, i cui consigli hanno ispirato innumerevoli famiglie a esplorare il mondo insieme. Giovanna si è dedicata a condividere itinerari unici e destinazioni affascinanti attraverso i suoi articoli per PiccoliEsploratori.com. Le sue parole trasmettono un senso di meraviglia e scoperta che cattura l'immaginazione dei lettori di tutte le età. Attraverso le sue avventure, Giovanna incarna l'idea che i viaggi non sono solo spostamenti fisici, ma esperienze che arricchiscono la mente e il cuore.